venerdì 10 maggio 2013

carabinieri sotto copertura

Carabinieri - Sotto copertura è una miniserie televisiva spin-off della più celebre fiction Carabinieri.
È andata in onda in prima serata il 9 e il 10 maggio 2006 su Canale 5.
La miniserie racconta le vicende del Brigadiere Paola Vitali (Manuela Arcuri) e il capitano Andrea Ferri (Ettore Bassi) dopo l'allontanamento da Città della Pieve. I due protagonisti si ritroveranno infatti ad indagare sullo stesso caso di droga a Tarquinia, dove Paola lavora e dove Andrea segue il pericoloso boss mafioso Armando Vichi interpretato da Mariano Rigillo.

Personaggi

quarta stagione

Titolo Prima TV Italia
1 Sotto shock
2 Intrighi
3 Caro papà
4 Casa dolce casa
5 Fifty fifty
6 Un'epidemia amorosa
7 Matrimoni
8 Dieci decimi
9 Stile libero
10 Falso allarme
11 Toccare il fondo
12 Puro cachemire
13 Sogni d'oro
14 Annata di pregio
15 Corse
16 C'è vita su Marte?
17 Ricette facili
18 L'amante
19 Il professore
20 Piccoli gangster
21 L'automobile gialla
22 Fuga dal paradiso
23 Momenti difficili
24 Caccia al tesoro

Sotto shock

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Trama

In caserma arriva un nuovo elemento. Si chiama Marco Tosi (Luca Argentero) ed è stato trasferito direttamente da Ortisei per incompatibilità ambientale. Neanche il tempo delle presentazioni che scoppia già la prima emergenza: al Bred and Breakfast di Alessandra (Elisabetta Canalis) e Gemma una ragazza si rifiuta di pagare e di presentare i documenti di riconoscimento. Leo (Francesco Giuffrida) viene così mandato presso il casolare per cercare di scoprire più informazioni possibili. Nello stesso momento il signor Pascoli denuncia la scomparsa di proprio figlio. Strana coincidenza visto che la ragazza al B&B è Elena Pascoli (Myriam Catania), altra figlia dell'uomo: basta così tornare al casale per trovare entrambi i fratelli Pascoli. È particolare però il fatto che entrambi i figli dell'uomo abbiano deciso di scappare di casa: Leo (Francesco Giuffrida) viene così messo sulle tracce di Elena, per scoprire cosa nasconde. Altro problema tra un'indagine e l'altra: Luigi (Roberto Farnesi) ed Alessandra vogliono confessare ad Andrea (Ettore Bassi) la loro relazione, ma non sembra mai essere il momento adatto. Sfortunatamente lo verrà a sapere prima che possano raccontarglielo loro e la reazione non è delle migliori. La mattina dopo in posta viene fermata una busta contenente un proiettile ed intestata a Tommaso Pascoli. Dopo una seconda scomparsa del figlio, l'uomo di decide a confessare: la sua ex moglie è stata arrestata anni prima per aver partecipato ad una banda armata ed essersi resa complice dell'omicidio di un carabiniere a Trento, ed ora alcuni suoi complici non più in galera gli hanno chiesto di importare armi in nero con la copertura della sua impresa di import export, ma del bambino, questa volta nessuna traccia.

Intrighi

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Trama

Marco si sta piano piano ambientando nella cittadina anche se quasi tutti sembrano non averlo preso di buon occhio, sia per il motivo del suo trasferimento (aver avuto una relazione con una sua collega) sia perché è entrato nell'arma per meriti sportivi, lo sci. Nel frattempo Giuseppina Colli, un'amica di Tina che qualche giorno prima era stata vittima di una caduta dal balcone della casa presso la quale faceva le pulizie, ora è rimasta folgorata da un elettro stimolatore manomesso. Unica traccia la lite con Fiamma Marzi di qualche giorno prima avvenuta per motivi di gelosia della stessa Marzi. Partono le indagini e si scopre che il davvanzale della finestra della Marzi, dal quale Giuseppina è caduta, era completamente unto con un prodotto di cosmesi al mughetto che puntualmente viene ritrovato in casa sua. Le indagini sulla scomparsa del piccolo Pascoli hanno una svolta quando Elena si ricorda di aver visto giorni prima una macchina particolare davanti a casa sua, proprio il giorno in cui suo padre è stato picchiato. Dal pedinamento del proprietario si scopre che il ragazzo è tenuto in un casolare da una nuova cellula della banda armata che vorrebbe così punire l'uomo che ha deciso di non collaborare e nello stesso tempo fare colpo sulle alte sfere della banda stessa. Vista la loro disorganizzazione a questo punto è facile portarlo in salvo ed arrestare non solo i colpevoli ma anche un vecchio complice della moglie di Pascoli latitante dall'epoca grazie ad un trabocchetto. Conclusa l'indagine però Andrea viene convocato d'urgenza alla sede centrale a Roma ed ottiene una promozione verso un nuovo nucleo operativo dei ROS. Il caso di Giuseppina si conclude in fretta dopo aver sorpreso la mamma di Fiamma pagare notevoli somme di denaro alla donna: verrà così fermata e portata in caserma dove confesserà di aver pagato da anni quelle somme a Giuseppina al fine di mantenere il silenzio sulla reale maternità di Fiamma: la ragazza era stata infatti comprata al mercato nero quando era una neonata e, proprio per questo motivo, aveva cercato di ammazzarla. Andrea, dopo aver chiarito tutte le sue questioni con Luigi e soprattutto con Alessandra decide di partire mentre la Sepi a notte fonda va a farsi un giro in macchina per pensare ancora all'offerta che ha rifiutato non certa dei propri sentimenti ed è proprio dopo la foratura di uno pneumatico che incontrerà nelle campagne intorno a Città della Pieve un uomo molto affascinante di cui ancora le è ignota l'identità (Giorgio Borghetti).

Caro papà

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Trama

La partenza di Ferri mette in grande agitazione la caserma: chi sarà il suo sostituto? Bordi avverte la Sepi che Angelo Pivi, il detenuto in libertà vigilata, non si reca in caserma per mettere la firma da ben due giorni. È letteralmente sparito. Interrogano la sorella Carmela, maestra elementare, con cui l’uomo vive, i Carabinieri vengono a sapere che Angelo è stato condannato per pedofilia. Poche ore dopo, il suo furgone viene ritrovato in fondo ad una scarpata: Pivi è morto. Sul luogo dell’incidente è stata rinvenuta la sua bomboletta spray per gli attacchi d’asma, vuota. Qui la Sepi conosce, ma ancora non lo sa, il nuovo Gip, Carlo Cesari: si tratta dell’uomo che il maresciallo ha baciato appassionatamente. L’autopsia conferma che Pivi è morto per una crisi asmatica. In un'intervista rilasciata alla stampa, Carmela afferma invece che il fratello è stato ucciso. Il vero colpevole è proprio la persona che lo arrestò qualche anno prima: Lorenzo Sepi, il padre di Andrea. La Sepi conosce ufficialmente il magistrato che sembra aver dimenticato il loro incontro notturno. L'uomo consiglia spassionatamente ad Andrea di non occuparsi del caso: è troppo coinvolta emotivamente per gestirlo con obiettività. A causa dell’accusa di Carmela, Lorenzo Sepi viene temporaneamente sospeso dal servizio. Tra padre e figlia si alza un vero e proprio muro di silenzio. Andrea vorrebbe aiutarlo con tutte le sue forze, ma l’uomo non riesce ad aprirsi in alcun modo. I Carabinieri ripercorrono la vira di Angelo. Ascoltano il professor Taglia, primario della clinica dove Angelo lavorava come infermiere. Risolutore è l’intervento di Pippo, che afferma di aver visto Pivi parlare con un conoscente, del quale fornisce l’identikit. Si tratta di Massimo Castelli: sua figlia Arianna era una paziente della clinica all’epoca del processo. L’uomo non aveva sporto denuncia per le molestie subite dalla ragazzina. Quando viene rintracciato dai Carabinieri, lui confessa di aver ucciso Pivi per vendicare la figlia. Nel frattempo, arriva in caserma la signora Piccarda che denuncia un atto di vandalismo contro le vetrine dell’agenzia immobiliare che si trova nello stabile di cui è portiera.

Casa dolce casa

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Trama

Quando il caso Pivi viene definitivamente archiviato, Lorenzo Sepi lascia Città della Pieve. I carabinieri indagano sulla vetrina infranta dell’agenzia immobiliare di Febo Farina. Tra gli altri, viene ascoltato anche il signor Giacinto, l’inquilino del primo piano, che afferma di non aver visto niente. Interrogato da Mura e Romanò, Farina nega recisamente di avere nemici, anche perché si è trasferito da poco nel paese. A tale riguardo, gli inquirenti scoprono che l’uomo, incensurato, cambia spesso città. Continuano intanto le indagini. La portiera del palazzo afferma che da qualche tempo un uomo corpulento si aggira nei pressi dello stabile. Ma ecco che Febo Farina subisce un altro incidente: l’incendio della sua auto. In caserma sono tutti in attesa del nuovo capo, mentre il Gip Cesari continua a stare loro con il fiato sul collo. Tuttavia è proprio quest’ultimo a congratularsi per primo con la Sepi, quando lei viene nominata comandante della caserma. Il caso di Farina è ancora ingarbugliato. Egli viene visto mentre consegna dei soldi a Giorgio Storti. I Carabinieri lo fermano, in quanto pregiudicato. Tuttavia la fidanzata dell’uomo, un’assistente sociale che ha conosciuto Giorgio in carcere, rivela il motivo di quel pagamento: Farina li aveva truffati, aveva preso i soldi della caparra per un appartamento ed era sparito. Bordi avverte la Sepi che a Città della Pieve stanno per essere assegnati degli appartamenti comunali. Fingendosi marito e moglie, Sonia e Testa si recano da Farina. Il Gip Cesari, venuto a sapere della copertura, ribadisce di essere contrario a questo genere di iniziative. Farina si fa vivo molto presto ed offre ai finti coniugi uno degli appartamenti del Comune. Durante la visita della casa, Farina dice loro che sarebbe opportuno incoraggiare con 10 000 euro i funzionari del Comune che gestiscono l’assegnazione degli appartamenti. I carabinieri vanno al Comune per verificare se effettivamente ci sono connivenze. Marco scopre che un’impiegata, Luisa, è stata corteggiata da Farina che le ha sottratto le chiavi dell’appartamento. Quando escono le graduatorie del Comune, ovviamente Sonia e Testa non sono tra gli assegnatari. Scatta la caccia a Farina per arrestarlo, tuttavia i carabinieri non riescono a trovarlo. Grazie ad una brillante intuizione di Testa, i Carabinieri fanno incursione nella casa del vicino dell’agente immobiliare, Giacinto, dove trovano Farina legato in cantina. È stato Giacinto ad infrangere la vetrina e ad incendiare la macchina del truffatore, reo di avere investito il suo cane, che non si era nemmeno preso la briga di soccorrere. Ora Giacinto dovrà rispondere di diversi reati, a meno che non si dimostri la sua infermità mentale. Intanto la Sepi decide di accettare il prestigioso incarico di comandante della caserma di Città della Pieve, mentre Testa è nominato, su sua proposta, vice comandante. Prosperi, invece, nota stranezze in Leo, e non sa come rispondere alle domande sempre più pressanti di Jessica che non riesce a vedere l’innamorato come vorrebbe. In piena crisi sentimentale, Leo esce a cena con Prosperi, Marco e Sonia. I carabinieri sulla strada si imbattono in un ragazzo ferito in seguito ad un incidente automobilistico: un testimone oculare, il dottor Carlini, ha visto tutto. Quella sera stessa, Leo confida a Prosperi che si sta vedendo con Elena.

Fifty fifty

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Trama

Il ferito soccorso dai carabinieri è uno studente, Vittorio Costantini, il pirata della strada è fuggito, ma il veterinario Carlini, testimone oculare, fornisce preziose informazioni sulle dinamiche dello scontro. Nel frattempo, Marco va a trovare Vittorio in ospedale. Il ragazzo è ancora sotto shock: potrebbe restare completamente paralizzato. Al suo fianco, c’è la fidanzata Annalisa che viene rincuorata da Marco. Anche lui ha subito un brutto incidente, ma ora è di nuovo in piedi. Intanto il testimone Carlini rivela alla Sepi che anche il pirata della strada potrebbe essersi ferito. Marco insiste per occuparsi dei controlli al Pronto Soccorso, invece il comandante lo spedisce dai carrozzieri. Quindi la Sepi esorta Marco a prendere le distanze dal lavoro. Dopo un momento di stallo, si sbloccano le ricerche dell’auto pirata che appartiene a Federica Lodili. Quando viene interrogata, quest’ultima afferma che nella sera dell’incidente l’auto era stata usata dal marito Luigi. La sua macchina, che ha riportato danni evidenti, viene immediatamente sequestrata. Il Lodoni però dà la sua versione dei fatti, affermando che l’auto con cui ebbe l’incidente aveva i fari spenti: non avrebbe potuto evitare lo scontro in alcun modo. Prosperi intanto continua a coprire Leo con Jessica ma esorta l’amico a prendere una decisone. Quando Vittorio esce dal coma, Marco va a trovarlo. Annalisa gli confida la sua preoccupazione: non hanno soldi sufficienti per pagare le cure mediche. Marco vorrebbe aiutarlo e, grazie a Prosperi, si rivolge all’assicurazione Attilio Renzi che aveva già collaborato con la caserma. Quando l’assicuratore legge il nome di Vittorio Costantini, l’assicuratore rimane sorpreso: il ragazzo ha già avuto un incidente con un loro assicurato ed è in attesa di 10 000 euro. Gli inquirenti si recano dal dottor Cimini, quello che ha stilato il referto: è il padre di Annalisa. Messa alle strette, quest’ultima confessa di avere da poco saputo che Vittorio si era impossessato della carta intestata del padre. Costantini però non può avere fatto tutto da solo. I carabinieri fanno ricerche in altre assicurazioni e scoprono che il nome di Vittorio appare in almeno altri cinque casi di richiesta di risarcimento danni. In questo modo risalgono al nome di Glauco Terrani, un amico di Vittorio da lui reclutato e che aveva guidato il veicolo in uno degli incidenti. Negli altri casi invece i guidatori erano neo patentati che avevano frequentato l’autoscuola Santamaria, dove Marco riesce ad infiltrarsi, finendo per scoprire il losco traffico. Finalmente Vittorio confessa le sue responsabilità nella truffa e questo forse alleggerirà un po' la sua posizione. Nel frattempo, Leo sembra aver preso finalmente una decisione: dopo avere frequentato Elena per qualche tempo, confessa all’amico Prosperi di volerla lasciare.

Un'epidemia amorosa

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Trama

In caserma arriva Carmine Sesti, proprietario di un magazzino di prodotti agricoli e di casalinghi all’ingrosso, che denuncia la scomparsa di un camion carico di merce. I carabinieri parlano con l’autotrasportatore Osvaldo, disperato per la perdita del camion, suo unico bene. La Sepi e Sonia si recano al mega store di Sesti, dove rivedono i coniugi Iseppi che le due avevano incontrato alle terme: lui è addetto alle spedizioni, lei sta alla cassa. Seti rimprovera Iseppi perché non utilizza i guanti da lavoro. Poche ore dopo, il camion con la merce rubata viene ritrovato intatto: apparentemente non manca nulla. Controllando bene la merce, Sesti si accorge dell’assenza di una partita di diserbante altamente tossico, il Paraquiat: se assunto, esso provoca la broncopolmonite interstiziale. Sesti afferma di aver taciuto fino a quel momento poiché quel trasporto era da farsi a parte con le adeguate cautele. Le ragioni del furto rimangono tuttavia difficili da spiegare: per acquistare il Paraquiat, un prodotto assai economico, occorre soltanto il patentino di agricoltore. Intanto, si apprende da Tina che il signor Iseppi, suo vicino di casa, soffre da tempo di una tosse fastidiosa. Testa e Sonia vanno a casa degli Iseppi. La signora afferma di lavare a parte la tuta ed i guanti del marito per via del suo lavoro. Durante quella visita, il nipote della coppia, Paolo, che vive con loro, ha un atteggiamento che desta sospetto. Poco dopo Saverio viene ricoverato in ospedale, dove i medici accertano la sua intossicazione da Paraquiat. I carabinieri pensano che l’avvelenatrice sia la moglie, che viene subito portata in caserma, ma ella nega decisamente qualsiasi responsabilità. Cesari dà quindi l’autorizzazione alla perquisizione. Alla luce di ulteriori ricerche fatte sul conto degli Iseppi, Testa viene a sapere che lo zio rendeva la vita impossibile a moglie e nipote. Quando Paolo viene fermato dagli inquirenti, egli confessa di aver tentato di avvelenare lo zio perché non sopportava la sua violenza. Intanto in caserma arriva la notizia di un’aggressione. Prosperi e Sonia si precipitano al pronto soccorso, dove c’è Ivona Malnova, una bella rumena, che afferma di essere stata scippata. La sua dichiarazione non convince affatto, soprattutto dopo che la squadra della Sepi fa la conoscenza del marito di Ivona, Roberto Fantini, sposato tranite un’agenzia, e del fratello Nico. Nel frattempo, su consiglio dell’amico Prosperi, Leo si decide a parlare con Elena per lasciarla. Prima che riesca a trovare le parole giuste, Elena gli rivela di aspettare un figlio da lui.

Matrimoni

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Trama

Il caso di Ivona Malnova coinvolge l’intera caserma, ma in particolare Sonia. La ragazza è convinta che la donna non abbia detto tutta la verità sull’aggressione subita. La Martini compie allora ulteriori ricerche e scopre che il marito di Ivona, Roberto Fantini, è il titolare della più grossa azienda umbra di esportazione di tartufi. Testa, la Sepi e Sonia si recano quindi dall’imprenditore, il quale confessa di voler molto bene alla moglie, nonostante le modalità poco canoniche del loro matrimonio che è solo ed esclusivamente di facciata. Non avendo mai avuto molto tempo per cercarsi una compagna, lui ha infatti chiesto al fratello Nico e al signor Bentivoglio, titolare dell’agenzia La Coppia Perfetta. Durante la visita, i Carabinieri incontrano anche Nico: tra questi ed Ivona sembra esserci una sospetta e palpabile tensione. Inoltre Sonia nota un flacone di sonniferi nella spazzatura. Successivamente Testa scopre un’inquietante verità: Ivona in realtà è Nadia Pop, prostituta già espulsa dall’Italia. Subito dopo la ragazza scompare. Messi alle strette, i Fantini confessano: Nadia è in realtà l’amante di Nico. Roberto l’aveva sposata per fare un favore al fratello. La donna era tornata in Italia grazie ad una misteriosa organizzazione che fornisce documenti falsi, allo scopo di combinare matrimoni tra donne straniere ed uomini italiani. I membri dell’organizzazione ricattavano le ragazze, minacciando di velare ai mariti la loro identità. I Carabinieri interrogano anche Romina, un’amica di Nadia, la quale dà loro la stessa versione della storia: tutto sembra ruotare intorno a La Coppia Perfetta. Fingendosi clienti, la Sepi e Testa cercano di saperne qualcosa di più ed accettano di incontrare due possibili partner. La ragazza toccata a Testa si chiama Giorgia. Anche lei ha subito la stessa sorte di Nadia e di Romina. Intanto l’intuito di Romanò porta un grosso contributo alla risoluzione del caso: quando vede Cinzia, la segretaria dell’agenzia, gli pare di riconoscerla. Romanò mostra quindi la foto a Gemma che individua nella donna un’ex prostituta. Tutto ciò accade mentre i carabinieri sorvegliano Nico: questi viene sorpreso mentre paga un riscatto, dopo di che i Carabinieri trovano il casale dove Cinzia teneva prigioniera Nadia con la collaborazione di alcuni complici. La ragazza viene liberata.

Dieci decimi

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Trama

Per chiarire le cose, il Gip Cesari invita a cena la Sepi. L’atmosfera romantica del locale crea ad Andrea un grande imbarazzo che aumenta ulteriormente quando sopraggiungono Mura e la moglie, giunti lì per festeggiare il loro anniversario di nozze. Il mattino seguente, Mura non riesce a stare zitto e racconta a tutti dell’incontro segreto. Il gioco successivo, la vetrina del negozio dell’ottico Stocchi viene mandata in frantumi. Accorsi sul luogo, i carabinieri avvertono una strana tensione tra Giorgio Stocchi, il proprietario del negozio, e la moglie Giulia. Pippo racconta di aver visto due ragazzi su un motorino azzurro aggirarsi nei pressi del negozio. Purtroppo indossavano il casco integrale e non li ha potuti riconoscere. Stocchi non vorrebbe nemmeno sporgere denuncia poiché potrebbe trattarsi di un semplice atto vandalico, ma i carabinieri la pensano diversamente. Nel frattempo, durante una visita di controllo dagli Stocchi, Bordi conosce la figlia della coppia, Anna. Ben presto, Testa intuisce che l’effrazione della vetrina è stata provocata all’interno del negozio. I coniugi confessano che in effetti la vetrina è andata distrutta durante il loro litigio. Dopo tale confessione, Prosperi e Gabriele tengono d’occhio il negozio, perché la versione degli Stocchi non li ha affatto convinti. Intanto, in caserma, la signora Valeri denuncia il marito, il quale ha fatto operare senza il suo consenso la figlia Elisabetta, un intervento con il laser per curare la miopia. La ragazza risulta essere una cliente dell’ottico di Città della Pieve. Tosi viene a sapere che Anna Stocchi è l’assistente del professor Caffari, il quale ha operato la Valeri. Ma il chirurgo esercita soltanto di lunedì, mentre Elisabetta è stata operata di mercoledì. Forse è stata proprio Anna ad eseguire l’intervento, sebbene lei non abbia ancora ottenuto la specializzazione. La Sepi vuole vederci chiaro e decide, sfidando per l’ennesima volta il volere di Cesari, di agire sotto copertura. In tal modo, la donna scopre che Anna, in combutta con la madre, truffava i pazienti, operandoli all’insaputa del professor Caffari. Stocchi era contrario al raggio e, proprio per questo aveva litigato con la moglie. Frattanto, Leo annuncia che sposerà Elena, mentre Alessandra acquista un test di gravidanza.

Stile libero

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Trama

Alla farmacia Fascetti qualcuno è entrato mettendo il locale sottosopra. Il farmacista Francesco e sua moglie Rossella non intendono sporgere denuncia, affermando che non è stato sottratto alcunché. La Sepi dispone di tenere il negozio sotto controllo. Nel frattempo, Testa e Prosperi notano Jessica rientrare all’alba, in compagnia di due tipi poco raccomandabili, Mauro e Pietro. Frattanto, in piscina la Sepi e Sonia soccorrono Rita, una nuotatrice che ha avuto un improvviso malore. Accanto a lei c’è una fiala di “Flebron”, ma la ragazza nega che sia sua. Le due carabiniere assistono anche a un battibecco tra Rita ed il suo fidanzato, Paolo. Nell’accesa discussione interviene il padre di Rita, Vincenzo Meloni, che rimprovera la ragazza perché non si sta allenando abbastanza. Come sempre scrupolosa, la Sepi manda la fiala in laboratorio: si scopre che è un potente anabolizzante. Tale scoperta potrebbe essere collegata al tentativo di furto avvenuto in farmacia. La Sepi chiede a Cesari l’autorizzazione per perquisire la piscina, ma nel contempo decide che lei e Sonia continueranno a frequentarla in incognito. Nel frattempo, arriva in caserma la madre di Leo dalla Sicilia, mettendo tutti in agitazione per via dei preparativi per il matrimonio del figlio. Per liberarsi dal suo assillo, Elena suggerisce di spostare la cerimonia in Sicilia. In questi giorni Alessandra, che ancora non ha fatto il test di gravidanza, evita volutamente Testa. Luigi ha saputo dal farmacista del test e finalmente riesce a parlare con Alessandra che gli promette di tenerlo al corrente di tutto. Durante la perquisizione della piscina, viene ritrovata un’altra fiala: secondo Cesari, tale scoperta non è una prova sufficiente per aprire un’inchiesta, poiché il caso riguarda la medicina sportiva. L’allenatore di Rita, Mariotti, si proclama totalmente estraneo alla vicenda. Tuttavia l’atteggiamento dell’uomo desta sospetti, ragion per cui la Sepi infiltra nel corso maschile di nuoto Gabriele e Marco. Nelle stesse ore, arriva in caserma Francesco con un occhio nero. Mentre Bordi va a chiamare Testa, lui sparisce. Si scopre che Paolo, il fidanzato di Rita, ha dei precedenti penali: quand’era minorenne rimase coinvolto in un giro di spaccio di stupefacenti leggeri durante i concerti. Mentre spiano Paolo e Rita, Mura e Romanò sospettano che il ragazzo inietti qualcosa alla ragazza. Frattanto, Alessandra e Testa hanno fatto il test di gravidanza che è risultato negativo. Provato dalle indagini, il farmacista decide di dire la verità. Confessa di aver perso al gioco: l’uomo che gli aveva fatto il prestito voleva in cambio degli anabolizzanti. Poiché Francesco si era rifiutato, lo strozzino lo aveva addirittura malmenato. Quest’uomo altri non è che Giulio Mariotti. La stessa Rita confessa che lui aveva cercato, invano, di farle prendere gli anabolizzanti. Finalmente l’allenatore viene arrestato.

Falso allarme

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I carabinieri sintervengono per sedare la lite tra i coniugi Cantarella, Giovanna e Salvatore. Quest’ultimo spiega che la moglie ha speso tutti i risparmi per acquistare dei dispositivi d’allarme dalla ditta “Sicurdom”. Purtroppo l’investimento si è rivelato un fallimento. Come le aveva assicurato il signor Melli, l’agente immobiliare che le aveva affittato la casa, Giovanna era sicura che gli impianti fossero collegati con un centro di vigilanza: in realtà non vi è alcun collegamento. Alla luce di tutto ciò, i carabinieri devono verificare se si tratta di una truffa. Intanto, Lorenzo è ancora in caserma, benvoluto da tutti. Testa confida ad Andrea della mancata gravidanza di Alessandra, cosa che irrita moltissimo la ragazza e che porta i due innamorati a litigare pesantemente. Al primo controllo, si scopre che l’impianto dei Cantarella non è affatto collegato alla fantomatica società Camset, che doveva fornire la vigilanza, di proprietà del signor Venturi, ragion per cui gli inquirenti cercano il Melli per interrogarlo; questi nega ogni suo coinvolgimento. Nel frattempo, Tina esce tutta in ghingheri dalla caserma: con chi si incontrerà vestita in modo così elegante. Prosperi fa notare a Testa che Jessica continua a frequentare i due tipi loschi, Mauro e Pietro. Allarmato, Carlo prova a parlare con l’amica, la quale però reagisce male e lo allontana. Successivamente Testa e Romanò interrogano Franco Carli, titolare della Sicurdome. Lui afferma che la sua ditta si occupa esclusivamente di fornire gli antifurti: spetta agli agenti di commercio indicare le ditte che si occupano della vigilanza. La responsabilità della truffa ricade quindi sulla Camset, il cui titolare, in gravi difficoltà economiche, è sparito. Giovanni arriva in caserma, convinto che i carabinieri abbiano licenziato Tina: l’ha vista vagare in lacrime. Romanò e Mura ritrovano la donna alla Sicurdome: anche lei è stata attirata dai soldi facili legati al commercio di antifurti. La seguono e la vedono pranzare con Franco Carli. Messo alle strette, Melli confessa di aver presentato Carli al suo vecchio amico Venturi, poiché sapeva delle sue difficoltà economiche; ammette però che non immaginava che sarebbe arrivato a tanto. Grazie al contributo di Tina, la squadra della Sepi riesce ad incastrare Venturi e a dimostrare che lui agiva con la complicità di Carli. Quest’ultimo, il cui vero nome è Antonio Mancini, in realtà si rivela essere un pregiudicato. Quando tutto sembra ormai volgere per il meglio, arriva in caserma Pippo, allarmato: Jessica è sparita.

Toccare il fondo

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Trama

I carabinieri sono tutti impegnati, anche se non ufficialmente, nella ricerca di Jessica, di cui non si ha più alcuna notizia da circa 48 ore. Testa confida ad Alessandra tutta la sua preoccupazione, mentre Pippo rivela alla Sepi di aver trovato un contratto di acquisto per un’auto intestato a sua nipote: come avrà fatto la ragazza a procurarsi i soldi per un oggetto così costoso?. Testa e Prosperi indagano sulla palestra di proprietà dei due tipi loschi avvistati in compagnia della ragazza nei giorni precedenti, Pietro Servidio e Mauro Del Bue, che gestiscono una palestra (il primo è il direttore, Mauro l’istruttore), frequentata quasi esclusivamente da uomini anziani. Nel frattempo, vedendo tutti indaffarati, Cesari intuisce che i carabinieri stanno seguendo un caso. Sonia e Gabriele, scelti per infiltrarsi in palestra, fanno la conoscenza della giovanissima istruttrice Loredana Ponente. Intanto Pippo annuncia felice che Jessica si è finalmente fatta viva: era ad Urbino, ospite di un amico. Mora e Romanò si recano da Sergio Bigini, il proprietario della concessionaria che ha venduto l’automobile a Jessica. L’uomo afferma che la ragazza ha pagato direttamente in contanti, tuttavia Romanò scopre che lo sconto ottenuto era decisamente fuori dall’ordinario. Inoltre vengono a sapere che Biagini frequenta la stessa palestra di Jessica. Dopo qualche giorno, Cesari scopre che i carabinieri stanno indagando su Jessica. Il Gip riferisce alla Sepi che Marisa Sereni ha sporto denuncia contro ignoti: suo padre, il commendator Sereni, sta dilapidando un patrimonio. Anche lui frequenta la medesima palestra su cui si stanno concentrando le ricerche. Cesari allora convoca Jessica per un interrogatorio. La Sepi cerca di parlare con la giovane, la quale però appare sfuggente e distante. Lo stesso Prosperi viene allontanato dall’amica. Quando Jessica non si presenta alla convocazione in caserma, Pippo accompagna gli inquirenti a casa della nipote che è tutta sottosopra: Romanò rinviene un unico orecchino di turchese. La Sepi decide di pedinare Del Bue e Servadio, dopo di che, con l’autorizzazione di Cesari, i carabinieri irrompono nella palazzina dove avvengono gli incontri tra anziani signori e giovani prostitute, il cui contratto d’affitto è purtroppo intestato a Jessica. Colto in flagrante, Sereni ha un malore. Di Jessica non c’è traccia, ma Romanò rinviene l’altro orecchino di turchese. Prosperi e Testa finalmente ritrovano la nipote di Pippo in palestra, vestita con abiti assai succinti e truccata pesantemente, gli orecchini erano suoi. Dopo un momento di rabbia, Jessica si scioglie in un pianto disperato. In caserma, lei confessa di essere entrata in quel brutto giro, in cui doveva adescare ragazze per farle incontrare con gli anziani della palestra. In cambio, riceveva un mucchio di soldi. Spinta dalla Sepi, la giovane accetta di collaborare. Con una microspia addosso, incontra Biagini, l’anello più importante della catena, riuscendo a farlo parlare. Una volta che il caso viene risolto, Cesari acconsente ad attenuare le accuse nei confronti di Jessica.

Puro cachemire

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Trama

I carabinieri indagano sul furto di uno stock di capi in cashmere per il valore complessivo di circa centomila euro, subito da Arturo Nobile. La Sepi, Testa e Marco arrivano in fabbrica mentre Nobile sta parlando con Mario Santini, il cliente che aveva effettuato l’ordinazione. Marco casualmente fotografa l’uomo durante i rilevamenti. Intanto Romanò si reca al matrimonio della cugina, dove viene accusato dall’artigiano Pietro Milli, il quale afferma che è stato lui a fabbricare la pregiata lampada, regalo dei Romanò agli sposi, che gli è stata rubata alcuni mesi prima. Romanò è costretto a sequestrare l’oggetto, portandolo in caserma. Testa è molto preoccupato per Jessica che ha raggiunto una cascina isolata per stare da sola e lasciarsi alle spalle il momento difficile che ha appena vissuto. Alessandra lo incoraggia ad andare a trovarla. Fortuna vuole che il carabiniere trovi Jessica che si è appena riempita di tranquillanti. Riesce a salvarla e l’assiste, passando la notte con lei. Tra Cesari e la Sepi, dopo i contrasti riguardanti il caso della palestra, la situazione migliora, tanto che i due vano a cena insieme in un elegante ristorantino. In realtà sono ospiti del sindaco Panni che poi però non arriva. La strana coppia viene sorpresa da Lorenzo Sepi e da Gemma. Proseguono intanto le indagini sui furti dei capi d’abbigliamento e della lampada. Partendo dal negozio in cui Romanò aveva acquistato la lampada, i carabinieri arrivano alla ditta di import export Bellonci. Il titolare, Giovanni Bellonci, afferma di avere importato quelle lampade dalla Romania. Dopo essere risalito alla ditta rumena, Marco scopre che quest’ultima è fallita e che risultava intestata da una donna italiana, Susanna Seventi, residente con la madre a Città Della Pieve. Gli inquirenti si recano dalla donna, ma la madre dice che Susanna si è trasferita da circa 6 mesi in Australia. Quindi consente loro di portare via i libri contavili della società e qualche foto. Marco studia le carte tutta la notte e risolve l’arcano: alcuni dei prodotti non avevano i timbri doganali, quindi potevano benissimo essere merce rubata; inoltre, in una foto la Seventi è ritratta con Mario Santini. L’uomo, presumibilmente dopo avere ordinato partite di merci, in combutta con Bellonci, le rubava senza alcun timore di essere denunciato, trattandosi di materiale di contrabbando. I carabinieri pedinano Santini e Bellonci che si incontrano per lo scambio del cashmere: i due vengono colti con le mani nel sacco. Mentre Jessica si confida con Ale, la Sepi esce ancora a cena con Cesari.

Sogni d'oro

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In caserma i carabinieri preparano in gran segreto una festa a sorpresa per il compleanno di Mura. Gemma dovrebbe occuparsi del dolce, ma al Bed And Breakfast non risponde nessuno. Preoccupati, Sonia e Testa si precipitano al ristorante. Appena vi entrano, avvertono un forte odore di etere: Gemma, Alessandra e tutti i clienti sono addormentati, mentre la cassaforte, benché priva di segni di scasso, è stata svaligiata. La forte dose di etere, utilizzata per narcotizzarli, lascia i clienti sotto shock per lungo tempo. Al momento dell’agguato, gli avventori del locale erano Giada Nespoli, un medico di 40 anni, che indossa un paio di decolleté di vernice rossa molto audaci; Paolo Maurizi, rappresentante di orologi antichi del valore di 200 000 euro, andati perduti nel furto insieme ad un cofanetto portagioie appartenente alla dottoressa; Claudio e Simona Ruggeri, una coppia in luna di miele. Purtroppo Alessandra non ha fatto un’assicurazione contro i furti, ragion per cui rischia di dover rimborsare di tasca propria i clienti derubati. Nel frattempo, Leo è tornato dalla licenza matrimoniale e la festa di Mura si svolge al gran completo. Mentre indagini proseguono, il tecnico che installò la cassaforte, Massimo Giocondi, è fornito di un alibi di ferro, la tensione tra Cesari e Testa arriva al culmine: questo perché il magistrato accusa il brigadiere di agire in evidente conflitto di interessi. La situazione si sblocca quando Giovanni racconta che un angelo con le scarpe rosse si è intrufolato nella sua baracca, lasciandogli in dono orologi preziosi ed i documenti di proprietà del Bed And Breakfast. La dottoressa Nespoli confessa infine di essere la colpevole: l’ha fatto per preservare le sue ricerche, contenute in un dischetto nascosto nel cofanetto, da un medico senza scrupoli, risoluto a passare ad una multinazionale farmaceutica.

Annata di pregio

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Gemma e Lorenzo fanno un romantico spuntino nella cucina del Bed And Breakfast. La Sepi e Sonia si bloccano sulla soglia dopo averli sorpresi a scambiarsi battutine maliziose. Sonia è molto imbarazzata dal comportamento disinibito della madre, ma dopo pochi istanti deve accorrere in suo aiuto: il vino pregiato stappato da Lorenzo è avvelenato e Gemma è svenuta. Alla donna viene immediatamente praticata una lavanda gastrica che la rimette in sesto, mentre Cesari avvia un procedimento d’urgenza, sollecitando personalmente l’intervento dei NAS. Le analisi confermano che il vino è stato alterato: contiene un comune anticalcare. Finalmente Leo, su saggio consiglio di Elena, si decide a parlare con Jessica ed i due ritrovano, dopo un periodo così burrascoso, l’armonia di un tempo. I Carabinieri, dopo aver indagato invano sul produttore del vino sotto inchiesta, il marchese Sannazzaro, scoprono che la partita di bottiglie incriminata è stata venduta negli Stati Uniti, ma misteriosamente ora si trova sul mercato italiano. Risalgono così allo stampatore delle etichette, un certo Pietro Scaglia che, con la complicità dell’agente rappresentante dei vini del marchese, Alfonso Beretta, immetteva sul mercato dei falsi di pregio. La presenza di anticalcare si spiega col fatto che i due truffatori si servivano dei vuoti raccolti dai ristoranti e dai bar della zona. Nel frattempo, Leo è moto preoccupato per via del ricovero d’urgenza di Elena: il medico allontana la paura, ma conferma che si tratta di una gravidanza a rischio. La donna ha bisogno di attenzioni continue e di riposo assoluto. Leo decide quindi di chiedere al maresciallo Sepi il trasferimento in Sicilia, per stare vicino alla moglie ed avere l’appoggio della propria madre. Come un fulmine a ciel sereno, Alessandra sorprende Testa mentre questi sta avendo un dialogo molto intenso con Jessica. Dopo un’amara discussione, la Ferri dice di essersi ormai stancata di lui e delle sue continue chiusure. Se ne va, senza voltarsi indietro.

Corse

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Leo ed Elena stanno per partire per la Sicilia. Tutti in caserma hanno già salutato il loro ex collega, tranne Prosperi: sembra proprio che i due inseparabili amici non vogliano dirsi addio. Frattanto, Mura e Romanò, in giro di pattuglia, si fermano sul ciglio di una strada dove si è formato un capannello di curiosi. I due trovano macchie di sangue, le orme di scarpe da uomo chiodate e segni di pneumatici sull’asfalto: tutto fa pensare alle corse clandestine. Dopo aver consultato la banca dati del computer, i carabinieri si concentrano su due pregiudicati coinvolti in questo tipo di gare ed attualmente a piede libero: Leonardo Pansa, organizzatore, e Vito Lo Capo, meccanico. Negli ultimi tempi, tutti in caserma si sono accorti che Gabriele ha un atteggiamento sfuggente: rientra a notte fonda e non dà alcuna spiegazione dei suoi movimenti. Dopo essersi invano cercati a vicenda, Prosperi e Leo finalmente si incontrano e si abbracciano con tutto l’affetto che li lega: Leo chiederà in seguito all’amico di fare da padrino alla bambina che sta per nascere. Quando in caserma arrivano i risultati degli esami i risultati degli esami del RIS, si scopre che gli pneumatici incriminati appartengono alla vettura di Gabriele. Purtroppo anche le orme coincidono con le suole delle sue scarpe. Messo alle strette, il ragazzo confessa tutto: la sua famiglia versa in condizioni economiche disastrose. Per aiutare soprattutto la sorellina (che vorrebbe continuare gli studi), lui aveva accettato di lavorare presso l’officina Lo Capo, suo compaesano, ora gestita dal genero Gennaro Lucida. Qualche tempo dopo Gabriele scoprì che Lucidi e Pansa organizzavano un giro di corse clandestine. Subito cercò di fermarli e, a causa di ciò, rimase ferito ad un piede. La sua posizione è molto grave, tuttavia Cesari, convinto dalla Sepi che crede nella buona fede del ragazzo, accetta di concedergli tutte le attenuanti del caso. La storia tra Testa ed Alessandra è proprio finita, ma la ragazza non vuole arrendersi a questa idea e pensa ad un modo efficace per fare ingelosire l’ex fidanzato, mentre la Sepi trova finalmente il tempo e il coraggio per affrontare il padre e la sua presunta tresca con Gemma. Per fortuna tutto viene chiarito: Lorenzo è innamorato della madre di Andrea e tra padre e figlia torna il sereno.

C'è vita su Marte?

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Nel cielo notturno di Città della Pieve sembrano proprio essere arrivati i marziani: la povera Tina, che fino ad allora era sembrata a tutti una visionaria, adesso ha dalla sua centinaia di testimonianze di cittadini che hanno avvistato nella notte strani e non meglio identificati bagliori. Il bar di Pippo è affollatissimo di curiosi e giornalisti, venuti dai dintorni per vedere gli extraterrestri: in quel mentre arriva Jessica che, con il nuovo look, è davvero splendida e a Testa la cosa non passa inosservata. Poco dopo giunge in caserma la telefonata di Giuseppe Castellucci, proprietario di una locanda sita in un bel podere. I carabinieri accorrono sul posto e constatano uno straordinario fenomeno: tre cerchi concentrici di erba bruciata in un campo di grano. Tra un cerchio e l’altro non vi sono tracce di erba calpestata. Sembrerebbe che qualcosa si sia posato in quel punto arrivando dal cielo: un’astronave, affermano Castellucci e la moglie che, prima di chiamare i carabinieri hanno pensato bene di avvertire la stampa. Frattanto, Sonia e Marco conoscono due giornalisti: Jacopo Viali e Marcello Bruni, due tipi molto spavaldi che sembrano più interessati a fare notizia che a cercare la verità. Ormai a Città della Pieve non si parla d’altro che di marziani, una vera e propria psicosi. I carabinieri sorprendono un uomo sprovvisto di documenti mentre si aggira nel campo sequestrato. Si chiama Paolo Farris, docente di Fisica, ex compagno di liceo di Cesari. L’uomo afferma che non si tratta assolutamente di extraterrestri. Potrebbe essere uno scherzo ben architettato. L’unica cosa accertata è che nelle scorse notti si è verificata, nei cieli della Toscana, una pioggia di meteoriti. Dalle indagini si scopre che l’attività del Castellucci è in perdita e che l’uomo ha acceso un’ipoteca sulla proprietà. Il fotografo Marcello Bruni risulta peraltro essere il nipote della moglie del locandiere: tutto sembrerebbe coincidere, tuttavia, interrogato su fatti, Castellucci rivela di avere già venduto la proprietà e di essersi tenuto esclusivamente la gestione del locale. Se avesse voluto tirarsi fuori dai debiti, avrebbe messo in scena questo bello scherzetto molto tempo prima. Viene poi rinvenuto un secondo cerchio. Questa volta Sonia intuisce che i colpevoli potrebbero essere i due giornalisti assetati di fama: infatti si scopre che Viali si è servito di una gru del cantiere poco distante da lì, appartenente al padre geometra, per creare dall’alto l’effetto ufo sui campi di grano, utilizzando del semplice diserbante per bruciare l’erba. Il caso è chiuso. Cesari si complimenta con la Sepi: tra i due i rapporti migliorano sempre di più, anche se sul filo dell’ironia; questo cambiamento non sfugge al padre della bella Andrea.

Ricette facili

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In caserma si presenta il farmacista Francesco accompagnato dal suo legale, la dottoressa De Caroli, per denunciare delle anomalie in numerose ricette presentategli da alcuni clienti. Poco dopo giunge il signor Matteo Tudini, piuttosto su di giri: nonostante il padre sia deceduto da sei mesi, egli continua a ricevere bollette intestate a suo nome. La Sepi rileva che a quel nome erano intestate alcune delle ricette sospette e invia Mura e Romanò in Comune ad indagare presso l’ufficio preposto alla registrazione dei decessi. Gli inquirenti segnalano subito l’anomalia a Luciano Quartini, il dipendente comunale che si occupa dei certificati di morte: questi reagisce in maniera sospetta, cosa che porta la Sepi a richiedere il permesso a Cesari per tenere sotto controllo il telefono dell’impiegato. Dalle intercettazioni si scopre la totale estraneità dell’uomo alla vicenda: è reo soltanto di utilizzare la linea per contattare la fidanzata oltreoceano. Frattanto, dall’analisi delle ricette, Sonia rivela che i medici più frequentemente coinvolti sono il dottor Biasi ed il dottor Nestri. Sono tempi duri per Prosperi: da quando l’amico Leo se n’è andato, non riesce a godersi neanche la sua giornata di riposo. Jessica, anche lei sola, decide di fargli compagnia per una serata al cinema da vecchi amici. Tra Testa e Alessandra avviene un riavvicinamento più che amichevole, mentre Marco fa la corte alla De Caroli, provocando la gelosia di Sonia. Lorenzo Sepi intanto ha deciso di tornare dalla moglie a Torino. Le indagini sulle ricette false continuano senza sosta e casualmente Mura e Romanò, appostati nei pressi del Comune, sorprendono il dirigente comunale Pino Occhielli, mentre fa una telefonata da una cabina telefonica davanti all’ingresso del Municipio. I carabinieri, richiedono all’apparecchio di ripetere l’ultimo numero composto, scoprono che Occhielli ha chiamato il dottor Biasi, tombola. I carabinieri si mettono immediatamente sulle tracce del medico, che sembra scomparso, ma riescono a bloccarlo proprio quando questi sta per darsi alla fuga insieme al collega Nestri. La Sepi cerca invano Cesari per procedere con l’interrogatorio, ma riesce a trovarlo sono il giorno seguente: il magistrato si dimostra stranamente svogliato e durante l’audizione dei sospetti e, dopo avere confermato il fermo per i due medici, rilascia Occhielli per mancanza di prove. La Sepi è sbalordita, soprattutto quando scopre che tra i pazienti di Biasi compare proprio il nome di Cesari. Il Gip nasconde senz’altro qualcosa: il dubbio diventa certezza quando si viene a sapere che Occhielli e Cesari erano compagni di Università. I carabinieri pedinano allora Cesari, che trovano con Occhielli presso la casa di un pezzo grosso: il professor Stefani, direttore sanitario. Cesari voleva arrivare a lui, con la collaborazione del pentito Occhielli, per smascherare l’intera organizzazione che usava da tempo quel sistema per truffare le Usl e rivendere a caro prezzo le ricette di farmaci costosi ad extracomunitari, privi di permesso di soggiorno.

L'amante

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Cesari porta in caserma la sua assistente, Melissa, per sporgere denuncia contro le violenze inflitte dal marito geloso. Benché lei non sia del tutto convinta a farlo, fino a quel momento, il coniuge non era mai stato violento, la Sepi la convince a denunciarlo. Nel frattempo, i carabinieri si recano nell’appartamento di Lucia Gori, un’avvenente architetto che ha subito un furto. Nella sua lussuosa abitazione, non vi è alcun segno di scasso. I carabinieri si propongono di interrogare la vecchia Maria, cameriera della Gori, l’unica persona che possedeva le chiavi. Intanto in caserma, alla presenza di Sepi e Cesari, avviene il confronto tra Massimo e Melissa. L’uomo mostra le foto della moglie in compagnia di un altro uomo, scattate da un investigatore che aveva assoldato. Melissa nega decisamente di conoscerlo, poi afferma di essere stata sì al centro commerciale, dove è stata ritratta, ma solo per vendere dei gioielli, che tuttavia perse proprio quel giorno, in circostanze inspiegabili. Sebbene le prove contro la donna siano schiaccianti, Cesari si fa promettere dalla Sepi di investigare su quell’improbabile vicenda. Sepi e Sonia ascoltano la versione dei fatti dell’investigatore Colantoni, l’uomo che ha scattato le foto a Melissa. Queste afferma che l’amante, mai avvistato prima di quel giorno, si chiama Giancarlo Boschetti ed alloggia in un costoso hotel di periferia. Testa e Marco interrogano Maria Cappellari, la quale sembra totalmente estranea ad ogni responsabilità. La sua posizione si fa più delicata quando Marco apprende dalla vicina della Gori che un ragazzo era stato lì il giorno del furto. Si tratta di Matteo Cappellari, nipote di Maria: eppure lei aveva negato di avere parenti un Umbria. In realtà il ragazzo, ex tossicodipendente, quella sera aveva tenuto un concerto nella comunità dove è stato curato: un alibi di ferro. Frattanto Mura e Romanò seguono Boschetti e lo vedono abbordare una donna, Margherita Rossi. Abilmente circuita, la donna sembra apprezzare i modi gentili del suo corteggiatore, salvo poi presentarsi qualche ora dopo in caserma per sporgere denuncia per lo smarrimento del portafogli. Anche lei, come del resto Melissa, afferma di non avere mai visto Boschetti. Quando Sonia scopre che quest’ultimo, prima di essere radiato dall’albo dei medici a causa della denuncia di una paziente, praticata l’ipnosi a scopi terapeutici, ecco che le cose tutt’a un tratto si spiegano: Boschetti derubava ed ipnotizzava le donne, a cui faceva dimenticare quello che era successo. La stessa signora Gori è stata raggirata dal medico. I carabinieri decidono allora di tendergli una trappola: la Sepi farà da esca e Testa le coprirà le spalle. Il brigadiere intanto sta attraversando una profonda crisi nel suo lavoro, anche perché si è reso conto che i suoi sforzi sono riusciti ad aiutare Jessica solo in parte. Sta pensando seriamente di dimettersi. Il giorno dopo la Sepi microfonata aggancia Boschetti. L’uomo l'ipnotizza. Arrivati al falso appartamento di Andrea, Boschetti trova pochi soldi, allora pensa di approfittare di lei. Non sentendo più alcun rumore all’interno della stanza, Testa si precipita dentro e il criminale viene arrestato. A caso risolto, Luigi ringrazia la Sepi per l’incarico: tornando in azione ha capito che il suo posto è lì, con i carabinieri, e che il suo vero amore è Alessandra che ricambia i suoi sentimenti. Prosperi invece capisce che il suo rapporto con Jessica è solo d’amicizia. Nel frattempo, Cesari rinfaccia ancora una volta alla Sepi i suoi metodi rischiosi, rivelandole di essere stato lui a metterla a capo delle caserma: forse non avrebbe dovuto.

Il professore

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Durante il giro di pattuglia, Mura e Romanò fanno sgomberare dalla strada, davanti alla sfarzosa villa dei Pisani, un furgone di una ditta di condizionatori, la Gelocomfort. La cosa suscita l’interesse di Giovanni: nascosto dietro ad un cespuglio a pochi metri dalla villa, l’uomo decide di entrare per curiosare un po’’. La sera stessa, lui si reca in caserma per informare i carabinieri di una cosa molto importante, ma nessuno ha tempo per ascoltarlo. La mattina seguente, Chiara Pisani denuncia il furto di denaro e preziosi avvenuto nella villa del padre, Sergio, attualmente in vacanza e appena sposatosi con Marta, una donna molto più giovane di lui. Le domande rivolte alla numerosa servitù di casa Pisani ed ai tecnici della Gelocomfort non fanno avanzare le indagini. I carabinieri sono preoccupati per la prolungata assenza di Giovanni: proprio lui che va a trovarli continuamente in caserma. Vengono subito avviate le ricerche che inizialmente non portano ad alcun risultato. Nel frattempo Sergio e Marta Pisani sono tornati dalle vacanze a causa del furto. Il comportamento della donna, ma soprattutto il fatto di essere l’ultima arrivata in casa Pisani, desta i sospetti dell’assicurazione, costretta a pagare un’ingente somma per la scomparsa dei soldi, dei titoli bancari e dei gioielli appartenente alla prima moglie di Sergio. Dalle indagini risulta che l’allarme non è stato manomesso. La foto segnaletica di Giovanni viene affissa in tutto il paese. Una turista, Giada Lucchini, sostiene che Giovanni sia un certo professor Benelli, docente di storia all’Università di Bologna: un intellettuale piuttosto apprezzato nell’ambiente accademico. A confermare la testimonianza, la ragazza porta una foto dove è riconoscibile un Giovanni molto più giovane. Secondo i ricordi della ragazza, egli è sempre stato un uomo solitario, specialmente dopo che la moglie lo lasciò. Nella foto, gli inquirenti riconoscono anche Lucio Dani, uno degli operai della Gelocomfort, che in realtà si chiama Giulio ed è un ex allievo di Giovanni, con anni di prigione alle spalle per un tentativo di rapina. I carabinieri scoprono che Dani è un dipendente della ditta di condizionatori, ma anche che ha chiesto il permesso di usare il furgone per aiutare sua sorella. Niente di più falso. Testa e la Martini si recano dai Pisani, cui chiedono chi tra loro abbia preso accordi con la ditta: è stata Chiara. Nella stanza della ragazza i carabinieri trovano una carta da gioco del Mercante in fiera, una vecchia passione di Giovanni: decidono così di pedinare Chiara mentre lei si reca in un casolare. Qui trovano il furgone della Gelocomfort e la banda con la refurtiva: finalmente riabbracciano il loro amato Giovanni. Chiara confessa di avere agito per impedire che i gioielli di sua madre finissero nelle mani di Marta, la quale invece non aveva alcuna intenzione di sottrarle niente, anche perché la donna aveva da poco convinto Sergio a fare un testamento in cui lasciava tutto alla figlia. Dani invece afferma di essere stato costretto a rapire Giovanni che l’aveva sorpreso mentre stava mettendo la refurtiva sul furgone. Mentre Giovanni fa di tutto per non ammettere di essere il professore di storia di cui tanto si parla in caserma, Marco continua a fare il filo a Sonia che non sembra gradire il carattere troppo esuberante e puerile del ragazzo, anche se forse un debole per lui ce l’ha.

Piccoli gangster

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Da qualche giorno a Città della Pieve si verificano misteriosi incendi di cassonetti in contemporanea a furti in negozi situati dalla parte opposta della città: tra i due avvenimenti potrebbe esserci un collegamento, che la Sepi ha tutte le intenzioni di chiarire. Questa volta Cesari, nonostante il suo consueto scetticismo, decide di non ostacolare le indagini del maresciallo, fornendole così tutti i permessi necessari. In tal modo viene installata nella piazza centrale della cittadina una telecamera che controllerà i movimenti davanti ai negozi già colpiti: tra questi la libreria di un tal Franzini, frequentata da clienti di tutte le età, anche da molti ragazzini coetanei del figlio del libraio, Giorgio, un ragazzo un po’ strambo e taciturno. Tuttavia i carabinieri sono impegnati anche su un altro fronte, dai toni decisamente più ludici: una partita amichevole contro la squadra dei pompieri. In questa occasione, in cui Cesari ne ruolo di portiere rivelerà doti sportive inaspettate, Testa fa conoscenza con un ragazzino molto esperto nelle tattiche di gioco, visto ed intelligente, Riccardo Rossetti, figlio adottivo dei coniugi Rossetti. Con grande dispiacere, Luigi nota che il fanciullo possiede uno zainetto identico a quello del piccolo furfante rilevato dalla telecamera posta a controllo dei negozi. Il brigadiere decide allora di andare a parlare con Riccardo dopo gli allenamenti di calcio: lo sorprende mentre difende la sua fidanzatina, Carolina, dai modi minacciosi di uno sconosciuto, a bordi di un motorino, nascosto dal casco. Dalla targa del ciclomotore, i carabinieri risalgono a Matteo Servillo, un ragazzino che vive con le sorelline e con la nonna, in una situazione al limite della povertà. Matteo e Riccardo ammettono di essere responsabili dia dei furti che degli incendi dei cassonetti, ma i conti non tornato: come facevano due ragazzini a conoscere in anticipo i movimenti delle auto dei carabinieri. Finalmente i due amichetti crollano e confessano di essere stati costretti a compiere quei reati perché ricattati dal figlio di Franzini, Giorgio, che minacciava la fidanzatina di Riccardo e le sorelline di Matteo. Grazie alla collaborazione di Cesari, i due fanciulli vengono prosciolti e il magistrato si impegnerà anche affinché Matteo non venga tolto all’affidamento della nonna. La Sepi è molto colpita dal comportamento del magistrato e decide di recarsi al suo casale per ringraziarlo di persona: ma ad accoglierla troverà una donna, Letizia, molto bella ed in abiti da camera. Intanto Alessandra e Sonia vengono aggredite verbalmente da alcuni giovinastri in un bar fuori mano. Sonia rimane molto scossa.

L'automobile gialla

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Al Bed And Breakfast Gemma è particolarmente agitata: un famoso critico gastronomico si trova in incognito nel locale per saggiare la bontà delle specialità della sua cucina. La cuoca è convinta che si tratti del quarantenne Silvio Speroni, il quale si sofferma sui particolari di ogni cosa che gli capita in mano. Gemma esclude che il critico possa essere l’altra nuova cliente, Antonia Morini, una signora sulla cinquantina, che si è presentata armata di tele e pennelli. Suo malgrado, Testa è costretto a fare da cavia a tutti i piatti che Gemma intende sottoporre al palato del critico. Benché il brigadiere frequenti con assiduità il locale di Ale, nessuno si è accordo che tra i due la storia è ricominciata, anzi, da più parti il brigadiere è bersagliato da continue battutine ed insinuazioni sulla condizione di uomo abbandonato e la situazione comincia a stargli un po’ stretta. Nel frattempo, Sonia sembra proprio essere stata presa di mira da quale male intenzionato: la fiancata della sua nuova auto viene sfregiata, poi nel parcheggio di un supermercato qualcuno fa letteralmente a pezzi la spesa chiusa nel bagagliaio della vettura; anche dal parrucchiere Sonia rischia grosso perché nella boccetta dello shampoo è stata introdotto della varechina. Infine la ragazza finisce in ospedale a seguito di un incidente di macchina: i freni sono stati manomessi. La Sepi e Cesari non credono si possa trattare di semplici coincidente ed inizialmente i sospetti cadono su due ragazzi, Dino e Alessio, i due ceffi che avevano importunato Sonia ed Alessandra al Bar Della Palma, un locale fuori mano, gestito da Angelo Crozza, fratello di Stefano, un latitante ricercato da Cesari. Le indagini, che portano alla cattura del latitante, escludono qualsiasi legame con gli incidenti ai danni di Sonia. La Sepi cerca invano di tenere informato Cesari sul procedere dell’inchiesta, ma al telefonino il magistrato è irraggiungibile. Così Andrea decide di recarsi al casale, dove troverà Letizia in accappatoio che la persuaderà a non disturbare l’uomo, che ha ben altro di cui preoccuparsi. Bordi, intanto, scopre che il giorno dell’attentato con la varechina, dal parrucchiere c’era tra le clienti una certa Antonia Tumiati, che altri non è che la signora Morini, che nella vita fa la critica gastronomica, ma che da qualche mese è in aspettativa dal lavoro per esaurimento nervoso. La donna che ha da poco lasciato il Bad And Breakfast, è irreperibile. In ospedale Ale, che sta facendo compagnia alla malinconica Sonia, si assenta un attimo dalla sua camera per avvertire la Sepi che la sua amica inizia a fare dei collegamenti tra gli incidenti ed il suo passato. In quel frangente la Morini si introduce nella stanza e tenta di soffocare la ragazza con un cuscino. Cesari e la Sepi intervengono ed insieme riescono a bloccare la donna appena in tempo. Il figlio della Morini, Sandro, aveva seguito il corso per diventare carabinieri con Sonia, ma non era riuscito a superare le selezioni: per l’invidia era uscito di senne ed ora è ricoverato in una casa per malati di mente. La madre voleva vendicarlo. Frattanto, Jessica si reca in caserma: ha trovato dietro al frigo dei gelati una busta piena di assegni in bianco, firmati e controfirmati da Cristina Salviati.

Fuga dal paradiso

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Ale e Gemma acquistano una sauna finlandese via internet e la ragazza prega i suoi amici carabinieri di aiutarla a montarla: in cambio tutti a cena gratis al Bad And Breakfast. Intanto in caserma continuano le indagini sugli assegni misteriosamente smarriti dall’abbiente signora Cristina Salviati, la quale si dice malata e si rifiuta di collaborare con i carabinieri: ciò che più insospettisce la Sepi è che la donna non abbia denunciato lo smarrimento di una cifra così cospicua, trecentomila euro. Marco e Testa si recano presso la villa dell’ereditiera, decisi a fasti ricevere. Li accoglie la governante rumena, Angelica Mutu, che nasconde sotto i polsini dell’abito due fasciature ai polsi: la padrona è ancora indisposta ed i due sono costretti a rimandare l’incontro. Quella sera al Bad And Breakfast, i carabinieri sono tutti impegnati nella costruzione della sauna, mentre la Sepi partecipa alla sua prima lezione di yoga: tra gli allievi c’è anche Letizia che non perde l’occasione per sottolineare alla rivale la natura bollente della sua relazione con Cesari. Finalmente Testa e Marco riescono ad incontrare la Salviati che non sembrava proprio avere intenzione di aiutarli nell’inchiesta, ma ai due non sfuggono dei lividi all’altezza dei polsi della signora. Decidono di portare la cameriera, Angelica, in caserma: la donna confessa che lei e la padrona sono state vittime di un sequestro lampo. L’ereditiera, messa alle strette, aiuta i carabinieri a ricostruire la dinamica del pagamento del riscatto, ma non è in grado di identificare i rapitori. Le due donne erano infatti bendate, mentre l’unico sequestratore che parlava lo faceva tramite un modulatore di voce. Alcune ore più tardi, gli inquirenti scoprono che il marito della Salviati, Giampiero, è titolare di una ditta di abbigliamento che naviga in pessime acque. Interrogato, l’uomo rivela di essersi rivolto a una banda di strozzini per cercare di coprire un debito sempre più ingente. In una tale operazione, lui è stato consigliato dalla sua ex segretaria personale, Carla Landini, una donna dall’aria androgina, che Testa aveva sorprese in un atteggiamento stranamente affettuoso con Salviati. Grazie alla perizia di Marco nell’uso del computer, i carabinieri trovano il bandolo della matassa: i soldi del riscatto sono passata da una banca svizzera per finire sul conto di una società immobiliare del Costarica, noto paradiso fiscale, intestata alla Landini. La donna era complice del marito della ricca ereditiera ed i due stavano per fuggire insieme verso quel paradiso, dove se la sarebbero spassata con i soldi del rapimento; tuttavia i carabinieri riescono ad impedire che il loro piano si compia. La sauna è stata montata a regola d’arte, soprattutto per merito di Cesari, che trova nei lavori manuali un ottimo espediente per rilassarsi: chissà da cosa sarà causato tutto questo stress, si domanda una Sepi sempre più rassegnata all’idea che il magistrato sia intrappolato in una relazione tutta fuoco con la sua ex. Mentre Alessandra e Testa rivelano a tutti il loro amore scambiandosi un bacio appassionato in pubblico, forse sta nascendo qualcosa tra Marco e Jessica. Dopo essersi fatti promotori della tresca, Prosperi e Sonia ora si pentono amaramente per essersi tirati, come si suole dire, la zappa sui piedi. Una volta risolto il caso, la Sepi, dopo avere tentato più volte di rintracciarlo al telefonino, si reca al casale per informare Cesari, ma come al solito trova Letizia che le dice che il magistrato è partito, in aereo. Niente di più falso: rientrata in casa, la donna si avvicina a Cesari ed alla sua assistente Melissa, che sono legati e imbavagliati, e li minaccia di non fiatare puntandogli contro una pistola.

Momenti difficili

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Il marito di Melissa giunge in caserma per denunciare la scomparsa di sua moglie: Melissa non è rientrata a casa quella notte e ogni tentativo di rintracciarla è stato vano. L’uomo ha cercato il dottor Cesari, sperando che ne sapesse qualcosa, ma anche lui risulta irreperibile. Frattanto tutti i carabinieri sono impegnati nelle ricerche del piccolo Alberto Tonini, compagno di classe del figlio di Romanò, Salvatore, scomparso da poche ore. È un bambino modello, raccontano i genitori, che si impegna molto a scuola e anche nelle svariate attività che riempiono il suo tempo libero. Mura e Romanò vanno a cercarlo dalla nonna in campagna: la signora Esterina dice di non sapere dove possa essere il nipote che le fa visita sempre più di rado. La Sepi, recatasi a Perugia in Procura, scopre che Cesari ha telefonato in ufficio per avvertire che lui e la sua assistente sono a Bologna per un convegno. Il maresciallo nota sulla scrivania del magistrato un fascicolo che aveva precedentemente notato a casa del Pm: sull’intestazione è indicato il caso Alfieri. L’ipotesi di una fuga d’amore suggerita da Testa prende sempre più corpo, ma la Sepi, non convinta decide di recarsi al casale. Jessica e Marco invitano a cena Sonia e Prosperi lasciando loro intendere che li aspetta una bella sorpresa. Questi ultimi sono convinti che tra Jessica e Marco sia scoppiato l’amore, ma non è così: alla cena, dopo averli tenuti sulle spine per un po’, i due ragazzi svelano il bluff e rimproverano gli amici per quel goffo tentativo di combinare un fidanzamento. Giunti nei pressi del casale, la Sepi scorge l’auto di Cesari, seminascosta dietro una siepe. Letizia va ad aprire alla porta e tenta in tutti i modi di allontanare il maresciallo, la quale, avendo fiutato qualcosa, non molla la presa e riesce ad entrare nel casale, dove scopre Cesari e Melissa legati ed imbavagliati. La donna non fa in tempo a reagire, poiché Letizia le punta addosso la pistola e anche lei finisce in trappola. Durante le ore di prigionia e nonostante l’angoscia per il pericolo che incombe sulle loro vite, la Sepi e Cesari vengono a capo dei numerosi equivoci e malintesi che hanno creato a lungo andare un muro di incomunicabilità tra di loro: il pubblico ministero conviveva con Letizia e stava per sposarla, finché la drammatica conclusione del famoso caso Alfieri, terminato con il suicidio di una donna sottoposta alle continue violenze del marito, non ha gettato il magistrato in una crisi profonda. Questa lo ha coinvolto sia sul piano professionale: Cesari si sentiva in colpa per non essere stato abbastanza duro con quel’uomo, sia sul piano personale, spingendolo a rompere il suo rapporto con Letizia ed a chiedere il trasferimento. Mano a mano che passano le ore, la Sepi e Cesari sembrano riscoprire il sentimento che li unisce, cosa che non passa inosservata agli occhi disperati di Letizia che diventa sempre più pericolosa. Nel frattempo si conclude felicemente il caso del piccolo Alberto che aveva trascorso qualche ora ristoratrice dalla nonna e che adesso, nel ricongiungersi ai genitori, si ripromette di essere un bambino un po’ meno modello. Infine, grazie all’aiuto di Giovanni, che li mette sulle tracce di Letizia, gli inquirenti si precipitano al casale: con un’azione corale ben congegnata, riescono a liberare gli ostaggi e ad arrestare la donna pazza di gelosia.

Caccia al tesoro

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In occasione del suo anniversario di matrimonio, Romanò acquista per la moglie un pendente antico. Mentre lo mostra ai colleghi, Cesari riconosce il gioiello come appartenente al bottino di un furto avvenuto qualche tempo prima al Banco Dei Pegni: la cosa bizzarra è che, sia il ladro che la refurtiva, risultano carbonizzati a seguito di un incidente stradale accorso al criminale subito dopo la rapina. Scattano le indagini e al povero Romanò viene sequestrato il prezioso regalo. Alessandra e Gemma si propongono di aiutarlo, organizzando una festa al Bad And Breakfast in onore suo e della moglie. La Sepi e Cesari si recano dalla proprietaria del gioiello, la scrittrice di successo Gloria Valle, che riconosce subito quel ciondolo come suo. Nonostante la recente esperienza del sequestro li abbia visti più uniti che mai, il pubblico ministero ha nuovamente alzato un muro tra lui e il resto del mondo. La Sepi non riesce proprio a capire il perché di questo improvviso cambiamento. Le indagini portano i carabinieri sulle tracce di un antiquario di Terni, Carmine Contini, il quale, trovandosi a dover affrontare i debiti del figlio tossicodipendente, aveva accettato di acquistare una partita di gioielli di dubbia provenienza: la refurtiva del Banco dei Pegni per l’appunto. In tale modo, gli inquirenti giungono alla conclusione che nell’incendio i gioielli non sono andati del tutto perduti, ragion per cui essi decidono di riesumare il corpo trovato carbonizzato per procedere ad una nuova identificazione. La salma dovrebbe appartenere al fratello del dentista Stefano Sanna, Francesco Sanna, che al momento dell’incidente era poco più che trentenne. Dagli esami sul cadavere, si scopre che il corpo appartiene invece al cugino dei fratelli Sanna, Dario, il quale altri non era che l’autista della vecchia signora Valle e risulta essere morto per una crisi diabetica e solo successivamente dato alle fiamme. Il piano era stato architettato dalla scrittrice con la collaborazione del suo autista, che aveva a sua volta coinvolto nel colpo i due cugini. La donna sperava di ricevere dall’assicurazione un abbondante indennizzo, cosa che non avvenne a causa di alcune formalità. La morte imprevista di Dario aveva poi dato ai fratelli Sanna l’idea di dare alle fiamme il suo corpo e l’automobile, insieme agli unici gioielli che non potevano andare a fuoco, i diamanti, che avrebbero fatto credere che l’intera refurtiva era bruciata nell’incendio. Un piano decisamente ingegnoso. Gloria Valle e Stefano Sanna vengono infine fermati all’aeroporto, mentre cercano di imbarcarsi per destinazioni esotiche. L’altro fratello Sanna si è invece già da tempo trasferito in Sudafrica. Una volta che il caso viene risolto, Sonia e Marco chiariscono finalmente le loro reciproche posizioni. Se proprio non riescono ad essere amici, forse è perché tra loro c’è ben altro. Il giovane carabiniere dona a Sonia un braccialetto che a lei piace. Se son rose fioriranno. A proposito di chiarimenti: Prosperi scopre che Jessica ha deciso di trasferirsi a Roma, dove ha trovato il lavoro dei suoi sogni. Al giovane carabiniere non resta che gioire per la sua amica. È invece tempo di grandi svolte per Alessandra e Testa, il quale questa volta non ha badato proprio a spese, poiché ha acquistato in gran segreto un romantico appartamento. Alessandra è raggiante: finalmente vivrà con il suo innamorato! Mentre si recano alla festa dei Romanò, la Sepi pretende una spiegazione convincente da parte di Cesari, che giustifica la sua improvvisa chiusura. L’uomo le confida di avere avuto paura nel sentirsi così scoperto e vulnerabile con lei. Le assicura però di avere superato i propri dubbi. Una volta per tutte. Dette queste parole, trova infine il coraggio di baciare la donna che ricambia con passione un gesto che aveva tanto atteso.

carabinieri terza stagione episodi

Titolo Prima TV Italia
1 L'ostaggio
2 Figli
3 Il gioco dell'oca
4 Un bravo ragazzo
5 Sotto pressione
6 Veleni
7 Finalmente è finita
8 Il quadro rubato
9 Radio Voice
10 Bella di giorno
11 Un rapporto pericoloso
12 Furto in biblioteca
13 Delitto tra le orchidee
14 Un fisico perfetto
15 Ricette e sortilegi
16 Il segreto di Gemma
17 Vacanze premio
18 Una dolce sinfonia
19 Una mossa sbagliata
20 Insonnia
21 Gelosie
22 Controvento
23 Carte false
24 Sotto copertura

L'ostaggio

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Tempo di novità a Città della Pieve. Il maresciallo Capello è andato in pensione ed in caserma si rinnovano un po' gli ambienti. Se Paola (Manuela Arcuri) ha lasciato libera la stanza, grazie ad una promozione che l'ha portata a Tarquinia, questa non è comunque rimasta vuota troppo a lungo: in forza nella piccola cittadina è arrivata Sonia Martini (Roberta Giarrusso) ancora giovane, spaventata e suscettibile agli scherzi di Prosperi (Giampiero Lisarelli) particolarmente brioso in questo periodo. Rimane da aspettare solo il nuovo capitano di stazione. Ma nel frattempo al supermercato in centro è avvenuta una rapina ed è stato preso un ostaggio tra i clienti. Arrivati sul luogo il brigadiere Mura scopre che la donna rapita è Naima, la nuora, che era davanti al supermercato insieme a sua suocera Maria che l'aveva accompagnata al suo corso di informatica. Dall'interrogatorio di Maria si scopre che è stata proprio Naima a salutare per prima l'uomo che successivamente l'ha rapita. Presumibilmente i due si conoscevano e si indaga tra i partecipanti al corso per individuare tutti i suoi conoscenti. Dalle successive indagini emergono dati altrettanto interessanti. Naima non ha mai frequentato quel corso d'informatica, se non le prime due lezioni, anche se si faceva comunque accompagnare dalla suocera da un paio di mesi ormai. La cassaforte del supermercato era aperta, una cosa perlomeno anomala: il periodo del mese e l'orario non era il canonico e solo una delle dipendenti dell'esercizio non ne era a conoscenza, visto il rientro dalle vacanze la mattina stessa. Ispezionando l'appartamento di Naima viene ritrovata una targhetta con il suo nome e risalire al centro benessere a cui appartiene non è molto complicato: la donna faceva le pulizie da diversi mesi presso quella struttura. Il titolare, infatti, non solo riconosce la foto di Naima, ma anche quella del suo rapitore: cliente del solarium col quale, però, non risulta avesse una relazione. Poco fuori paese viene ritrovata l'automobile dei rapitori e, al suo interno, delle macchie di sangue. Lampo a ciel sereno: è stato trovato un cadavere in fondo al lago.

Figli

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L'uomo in fondo al lago è Lorenzo Berton ma dalle prime analisi dei medici risulta essere stato ucciso per mezzo di un colpo d'arma da fuoco. I padroni di casa raccontano di gossip relativi ad un giro d'usura ma di non aver mai avuto problemi con lui. Nel suo appartamento vengono però ritrovate moltissime penne firmate sedefin impresa di prestiti il cui titolare risulta essere Giulio Lanfranchi il quale ultimamente ha rilevato tre imprese nella zona. Nel frattempo non si hanno più notizie su Naima ed il suo rapimento. Le indagini relative al corpo nel lago partono con una missione sotto copertura di Bordi (Vincenzo Crocitti) che si finge possibile cliente della Sedefin. Mentre Andrea (Ettore Bassi) giura "mai più donne in divisa" proprio nell'agenzia entra la commessa del supermercato davanti al quale Naima era stata rapita. Sarà giusto continuando a pedinare tutti gli uomini celati dietro questa agenzia che si arriverà a scoprire quali sono le braccia armate dell'associazione finalizzate alla riscossione e soprattutto dove è stata tenuta l'ostaggio. Nel frattempo la vita di caserma continua tranquillamente: Gigante telefona per salutare dopo il suo trasferimento a Tarquinia, Prosperi è sempre più incastrato nelle vicende sentimentali che lo portano quotidianamente ai battibecchi con Pippo (Dario Vergassola) zio di Jessica (Eleonora Di Miele) mentre Andrea spera in un imminente arrivo del nuovo comandante di caserma che lo salvi dalle scartoffie burocratiche ma brutte notizie per lui: il maresciallo Sepi in arrivo non è Alessandro il tenebroso cinquattottenne previsto da Bordi ma Andrea (Alessia Marcuzzi) anni 29, genere femminile.

Il gioco dell'oca

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Dopo una bella doccia, Ferri domanda a un suo subordinato di passagli l'accappatoio, ma a passarglielo dalla porta semi aperta è la Sepi. L'imbarazzo del maresciallo viene stemperato da uno sguardo complice della donna: tra i due sembra instaurarsi un feeling particolare. Nel frattempo i carabinieri si occupano di un nuovo caso: Sveva Tissi, la responsabile creativa della fabbrica di giocattoli "Doll's", riceve lettere minatorie. "Sei pronta a giocare?", si legge in una di queste. La stessa notte i ladri entrano nella fabbrica, ma le porte non vengono forzate. I carabinieri vengono a sapere che la "Doll's" ha avuto un boom finanziario grazie alle idee della Tissi. Nella fabbrica lavorano anche Massimo Ponti, il responsabile della pubblicità, estromesso dalle ultime campagne pubblicitarie dalla stessa Sveva, e Filippo, un ragazzo che va spesso a mangiare da "Pippo", parla poco, ma fa dei bei disegni su carta e tovaglioli del bar. Jessica ne è particolarmente colpita. Intanto il Maresciallo Ferri ed i suoi non riescono a sapere niente dalla Tissi, ma qualcosa emerge dai dipendenti dell'azienda. La donna aveva una relazione con Ponti che in realtà avrebbe dovuto sposare la sorella di Sveva, Luisa, ma che poi si era fatto incantare dalle promesse della carriera fatte dalla donna manager. Nel frattempo tutti gli indizi portano a credere che le lettere minatorie siano state inviate da Filippo che aveva chiesto di entrare nell'azienda come progettista, ma che era stato assunto in qualità di contabile. Tra l'altro la Tissi aveva sfruttato i progetti che Filippo aveva presentato al primo colloquio. I carabinieri non hanno più dubbi quando trovano in camera del ragazzo decine di foto di Sveva; di lui però non c'è traccia. Proprio durante la conferenza stampa per il lancio di un nuovo prodotto, i carabinieri riescono a catturare il ragazzo e ad evitare che la bomba che lui ha progettato e ha inserito all'interno di un "Dog Robot" scoppi sul paco allestito per l'occasione. Luisa rivela ai carabinieri che la sorella ha effettivamente rubato i disegni: ha tutte le prove per dimostrarlo. Intanto Carlo riesce finalmente ad organizzare una serata con Jessica. Vuole portarla in aperta campagna e fare un picnic molto speciale. Pippo non saprà niente. Mentre sono in macchina, però, i due si imbattono nel corpo di un uomo in mezzo alla strada: di chi si tratta? Salta la serata romantica ed i carabinieri si mettono subito al lavoro.

Un bravo ragazzo

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L'uomo investito è entrato in coma. Si chiama Giulio Rossetti, è un bel ragazzo che lavora come dipendete presso l'agenzia di assicurazioni, il "Castello", proprietà della signora Patrizia Conti. Ferri e compagni non riescono a spiegarsi come mai Giulio possieda una macchina costosa ed una villetta in affitto, visto che i genitori e la fidanzata, Alessia, ne sono del tutto ignari. Il suo stipendio da impiegato non giustifica tali proprietà. Ferri sentenzia: "Questo ragazzo deve avere una doppia vita". Nel frattempo la Sepi è entrata in grande sintonia con il resto della squadra, in particolar modo con la giovane Sonia Martini, sua compagna di stanza. Le indagini su Rosetti trovano la prima schiarita quando viene applicata al carta SIM della vittima sul cellulare di Romanò. Telefona una donna che chiede il prezzo per trascorrere una notte con "Marco". Dopo accurate ricerche, si scopre che Giulio inseriva annunci su giornaletti e rotocalchi, dove si offriva come gigolò: occorre dunque trovare l'ultima donna che è stata con il ragazzo. In caserma i carabinieri scrivono un annuncio firmano "Marco". Alle potenziali clienti viene dato un appuntamento in un ristorante dove arriva anche la donna, riconosciuta dalla proprietaria, che aveva cenato col gigolò la notti in cui questi fu investito. La donna rivela agli agenti che Giulio litigò con qualcuno al telefono proprio quella sera. In seguito i carabinieri scoprono che Rossetti aveva una relazione con Patrizia Conti, sua datrice di lavoro. La sera dell'incidente loro avevano litigato, ammette la donna, che non ha un alibi attendibile per dimostrare la propria innocenza. È tuttavia il comportamento stravagante di Alessia a insospettire, soprattutto quando le viene annunciato che Giulio si è ripreso. La ragazza prova a tagliarsi le vene con un vetro, ma viene bloccata dai carabinieri. Messa alle strette, Alessia confessa che quella sera lei venne a sapere della doppia vita del fidanzato e tentò di ucciderlo. In caserma torna la tranquillità, ma in cucina, all'ora di colazione, arriva una bella ragazza: indossa solo una camicia azzurra, da uomo, ed è uscita dalla stanza di Ferri. Nessuno capisce chi sia. È lo stupore generale. Prima che qualcuno riesca a dire qualcosa, la ragazza è ritornata nella stanza del maresciallo. Che sia la sua ultima conquista.

Sotto pressione

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Mentre una bella ragazza, soprannominata la "bella addormentata", entra ed esce dalla stanza di Ferri, a Città della Pieve avvengono due cose piuttosto strane. Un incendio alla libreria "Caviglia" mette a repentaglio la vita del proprietario, Aldo Caviglia, e di Jessica, che si trovava lì per comprare un libro consigliatole da Leo. Quando Caviglia viene portato in ospedale una donna, appena investita, scappa dal policlinico. A quanto sembra la situazione finanziaria di Caviglia era assai precaria: le ultime bollette e le quote per l'associazione dei librai non erano state pagate. Forse l'incendio potrebbe essere collegato ad una banda di taglieggiatori di Perugia, ma in caserma non hanno ancora le prove per dimostrarlo. Gaetano, uno dei quattro figli di Romanò, non va a scuola da tre giorni perché sta cercando di vedere la sua amica Isabella Boldrini, che da qualche tempo non va più a scuola. Romanò non capisce per quale ragione il figlio abbia saltato la scuola senza dirglielo. Bordi però scopre che la donna scappata dall'ospedale è Luisa, la madre di Isabella, il cui marito, Michele, viene sorpreso a rubare mentre lavorava come cameriere in una locanda. Gli scoperti bancari di Caviglia sono spaventosi (aveva chiesto a Pippo di rilevare la sua attività), ma l'uomo non si mostra affatto disponibile a collaborare con i carabinieri e questi comprendono che c'è sotto qualcosa. Una volta che questi si è ripreso, decidono di pedinarlo. Luisa e Michele sembrano convinti che la figlia, Isabella, sia stata rapita, ma in realtà Gaetano ha risposto a un SMS della ragazza ed è andato a prenderla a casa dei nonni. Costretti a parlare, i coniugi Boldrini confessano di essere perseguitati dalla banda dei taglieggiatori. Avevano portato la figlia dai suoceri per meglio garantire la sua incolumità. Il libraio intanto sporge denuncia contro la banda di Perugia. Sepi decide di sostituirsi alla signora Boldrini all'appuntamento preso con i taglieggiatori. Avviene tutto di notte. L'efficienza della squadra si rivela ancora una volta notevole: la banda viene finalmente catturata. La "bella addormentata" si rivela essere la sorella di Ferri. Si chiama Alessandra, fa la P.R. in discoteca. Il disguido si è finalmente risolto e tutti appaiono divertiti dall'equivoco. Intanto il magistrato, Claudia Morresi, riceve una fotografia con allegata una lettera minatoria: "Preparati a morire", recita il biglietto.

Veleni

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Un mattino, nella piscina comunale del paese, un ragazzo si sente male. Suo padre sostiene che sia stato avvelenato da una concentrazione eccessiva di cloro nell'acqua. Il gestore dell'impianto, Meloni, afferma che la sera precedente qualcuno è entrato in piscina e ha avvelenato l'acqua. Ferri predispone intanto la scorta per il magistrato Morresi. Se ne occuperà Testa, con il quale la dottoressa ha avuto più di un attrito nel recente passato. La donna si trasferisce in una villetta al sicuro dove il brigadiere la va a prendere tutte le mattine per portarla in tribunale. In attesa di vederci più chiaro, Ferri fa chiudere la piscina. Sul posto viene intanto ritrovato un pacchetto di tabacco per sigarette, della stessa marca che usa il fidanzato della figlia di Meloni, Paolo Bernardi, momentaneamente impegnato a vendere mobili nei mercati fuori città con un altro ragazzo, Viktor, un extracomunitario. Il R.I.S. scopre che il tipo di cloro aggiunto è diverso da quello generalmente usato da Meloni. I carabinieri escludono la pista Vignali, ex nuotatore diventato imprenditore. I cattivi rapporti tra Meloni e Bernardi restano però l'elemento su cui insistere per le indagini. Nel frattempo la Morresi è nervosa poiché la presenza di Testa limita troppo la sua libertà. I rapporti tra i due non sono dei migliori, ma al brigadiere interessa esclusivamente l'incolumità del magistrato, e la presenza giornaliera di un giovane, ex vicino di casa della Morresi, nei dintorni del tribunale non lo fa sentire tranquillo. Altro segnale inquietante è rappresentato dall'arrivo di un'altra lettera indirizzata alla donna, contenente un proiettile. Dopo interminabili discussioni con l'amico Leo, Carlo chiede a Jessica di sposarlo. La ragazza prende tempo perché non si sente ancora pronta per un passo del genere. Le indagini sulla piscina, riaperta su insistenze del sindaco, non progrediscono. Ferri decide allora di mandare lì la Sepi e Mura per scoprire qualcosa. La donna si accorge che accanto alla piscina vi è la proprietà di un vecchio agricoltore, che qualche tempo prima aveva accusato Meloni di aver inquinato il suo pozzo artesiano, collocato accanto alla piscina. Per il vecchio agricoltore lavora Viktor, il ragazzo extracomunitario, che in questo modo arrotonda lo stipendio. Intanto, grazie al numero rilevato sul retro della fotografia allegata alla prima lettera minatoria, la Sepi scopre che la persona che minaccia il magistrato è Luciano Verri, un ragazzo ventinovenne disoccupato che ha una vera ossessione per la sua vicina di casa. I carabinieri riescono a braccarlo e lo portano in caserma, dove il ragazzo non ha però alcuna intenzione di parlare. Sempre la Sepi scopre che il contadino è stato il mandante dell'avvelenamento della piscina e che Viktor, per ottenere da lui il permesso di soggiorno, ne è stato l'esecutore. Meloni e Bernardi fanno pace. Testa accompagna la Morresi a casa. È notte. Appena scendono dalla macchina, qualcuno spara contro la donna. Testa è abbastanza reattivo da proteggere la donna, dopo di che la abbraccia per farle forza, ma ecco che i due si avvicinano sempre di più, fino a baciarsi. Dopo qualche secondo, la donna rientra in casa. Chi sta minacciando Claudia.

Finalmente è finita

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Le misure di sicurezza per la Morresi sono state rafforzate. Ferri incita la sua squadra: "Abbiamo bisogno dell'apporto di tutti". Nel frattempo il maresciallo scopre e confida alla Sepi che sua sorella ha una relazione con uno sconosciuto. "Non esiste solo il lavoro!", risponde la collega con il suo solito fare sbarazzino. Gli inquirenti intanto hanno rinvenuto, sul luogo del mancato attentato alla Morresi, una carta buttata, che potrebbe essere un indizio, e cercano di rintracciare il proprietario della station wagon con cui è scappato l'attentatore. La Morresi per sicurezza si trasferirà in caserma, nella stanza della Sepi, dato che quest'ultima per ora dorme nella stanza con Sonia. Il magistrato comincia a esaminare i casi di cui si è occupata in passato: potrebbe ritrovare un collegamento. Il R.I.S. scopre che la carta ritrovata è di una confezione di cracker dietetici. La Martini intuisce che ci potrebbe essere un nesso tra i cracker ed il diabete. Si reca quindi con Romanò in una clinica che si occupa di questa patologia. Qui incontra casualmente una donna che piange e, nel suo dolore, racconta che suo figlio, Lorenzo Astolfi, soffre di una grave insufficienza epatica: un caso ormai senza speranze. Nel frattempo, Carlo non riesce a capire per quale ragione Jessica non abbia accettato di sposarlo. Leo gli dice che avrebbe potuto ‘chiedere la sua mano' in maniera più romantica, certo non in macchina. In quelle ore arriva una chiamata in caserma: è avvenuto un furto con aggressione nella villa del signor Vogel, un ricco eccentrico signore, amante dell'arte e coltivatore di vigneti. I ladri hanno portato via quadri ed oggetti di valore. Il maggiordomo della proprietà, Walter, interrogato, non riesce a fornire indizi utili. Le indagini incrociate del R.I.S. e dei carabinieri convergono nell'individuare in Flavio Astolfi il colpevole dell'attentato alla Morresi. L'uomo, padre di Lorenzo, confesserà che la donna secondo lui aveva rovinato il figlio condannandolo poiché tossico e spacciatore, a tre anni di reclusione. Purtroppo poi il ragazzo si è ammalato gravemente. Così il padre si è sostituito a lui per vendicarsi. Flavio viene arrestato e la Morresi tira un sospiro di sollievo: dopo tante tensioni, finalmente, torna ad essere una persona libera. Leo e Carlo intanto scoprono sia che i quadri rubati non valgono quasi niente ad eccezione di uno, "Il Rosso" di tal Ulisse Bertozzi, sia che il recinto di casa Vogel è stato forzato con una tenaglia. Dopo lunghe riflessioni Ferri decide di interessarsi al lavoro della sorella così, in compagnia di Andrea Sepi, si reca in discoteca, al "Barbanera", dove vede che Ale non fa la pierre come aveva detto, bensì la ‘cubista'.

Il quadro rubato

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"Da oggi non ti racconto più bugie!", promette Alessandra al maresciallo Ferri, amareggiato dopo aver capito qual è il vero lavoro della sorella. Nel frattempo il R.I.S. scopre che la tenaglia trovata nel giardino di Vogel è stata costruita dalla ditta "Fenar", da qualche tempo fallita. Il "Rosso" di Bertozzi non è ancora stato ritrovato. Il suo alto valore commerciale (350.000 euro) induce gli agenti a pensare che prima o poi salterà fuori sul mercato clandestino. Intanto il signor Vogel si rivela una persona irascibile, che maltratta i suoi dipendenti, è il caso di Bruno Baldini, padre di quattro figli, licenziato, che risulta anche essere uno dei soci fondatori della "Fenar". Gli inquirenti si recano da quest'ultimo che tenta, invano, di scappare. Egli confessa di aver tagliato le recinzioni di casa Vogel con l'intenzione di rovinare i vigneti, ma di non aver rubato alcunché. Aggiunge però che quella notte scorse due uomini entrare in casa del milionario. Come un fulmine a ciel sereno la Morresi saluta la stazione ed annuncia a tutti i carabinieri di essere stata trasferita. Lei ed il brigadiere Testa si salutano con affetto e anche con un po' di amarezza, convinti che "è stato meglio lasciare le cose così". Riguardo al caso Vogel, Sonia e Bordi decidono di seguire una nuova pista. Si firmano "Gilda" e fanno un annuncio on-line per vendere il "Rosso". Coinvolti entrambi in problemi amorosi, Prosperi e Testa vanno in discoteca per distrarsi un po', tutto si sarebbero aspettati di vedere, fuorché la sorella del maresciallo fare la cubista! Purtroppo debbono uscire dal locale quasi subito, dato che qualcuno ha deliberatamente fatto cadere un ripetitore di "Radio voice". Nella stessa notte viene anche trafugato un teschio nel sito archeologico del paese. In seguito il sesto senso della Sepi dà una svolta alle indagini sul caso Vogel. Dimostratasi infruttuosa la pista Internet, la donna capisce che il signor Walter potrebbe avere a che fare con il furto in casa del suo padrone. Infatti è così. L'uomo viene pedinato e arrestato, poiché folto in flagrante. Egli confessa di aver messo in scena il furto con due suoi amici per aiutare Vogel ad ottenere il premio dell'assicurazione, dato che quest'ultimo ha dilapidato tutto il suo patrimonio per commercializzare il vino, Andrea Sepi riceve in regalo dal suo fidanzato una collana di perle, ma non si sente ancora pronta per un dono così importante. Ferri le regala delle semplici conchiglie ed Andrea accetta addossando. I due si recano a "Radio Voice", per parlare con il giornalista della radio, Mirko Galli, personaggio un po' folle, che ultimamente parla nella sua trasmissione di sedute sataniche. Quando arrivano trovano l'uomo sanguinante davanti alla sede della radio. Accanto a lui, tra molte persone, vi è anche Alessandra Ferri.

Radio Voice

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Le indagini per scoprire chi ha attentato alla vita di Mirko Gallo proseguono. L'uomo, che si definisce un "giornalista che dà fastidio" per via delle sue inchieste, potrebbe avere parecchi nemici. Ferri dispone il sequestro di tutti i nastri delle sue trasmissioni. Intanto Alessandra si reca in ospedale a trovare Mirko con un'amica, Sophie. La Ferri lo conosceva superficialmente, mentre l'altra ragazza, anche lei cubista, era in ottimi rapporti con Mirko. In ospedale arriva anche un uomo, Stefano, che si comporta con Sophie in modo molesto e si calma solo quando Testa, che piantona la stanza di Gallo, si avvicina per sedare la lite tra i due. In un covo, un casale di campagna in disuso, in cui si potrebbero svolgere le sedute sataniche di cui si occupa Gallo, gli inquirenti trovano un libretto delle giustificazioni che appartiene ad Omar Morini, un bravo studente molto corteggiato dalle sue coetanee. Dopo un paio di giorni di pedinamento, però, viene ritrovato in casa di Omar il teschio scomparso negli scavi archeologici del paese. Il ragazzo ammette di averlo rubato per fare scena sulle amiche, sempre in cerca di "emozioni forti", e per lo stesso motivo aveva fatto telefonate inquietanti a "Radio Voice". Ferri e compagni scoprono intanto che il ripetitore della stazione radio è stato divelto con un argano da tale Vincenzi, anch'egli proprietario di una radio. Questi confessa di aver agito così per vendicarsi di "Radio Voice", che aveva rubato le frequenze della sua stazione. Tutto torna, ma i carabinieri non hanno risolto un'altra questione: chi vuole far fuori Mirko. Frattanto l'ultima inchiesta di Gallo, sugli stupefacenti nelle discoteche, rischia di coinvolgere anche Roberto Calò, il compagno di Ale, di cui Ferri non si fida affatto. Si scopre infine che, durante tale inchiesta, Sophie, che era intervenuta, aveva conosciuto Mirko e tra i due era nata una storia. Stefano, l'ex compagno della donna, non aveva affatto gradito e aveva così tentato di uccidere il rivale. La gelosia lo spinge infine a sequestrare la ragazza, ma il pronto intervento dei carabinieri sventa il suo criminoso piano.

Bella di giorno

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Quando arriva la segnalazione di un vicino di casa riguardo ad una lite tra i coniugi Marelli, Angela ed Emilio, nessuno può ancora immaginare cosa si celi dietro questo banale incidente domestico. I Marelli possiedono una ditta di import export. Non hanno problemi economici ma litigano spesso e la donna picchia il marito. Ferri li fa pedinare: la donna si reca spesso sul lungo lago, alla "Peggy Production", un'agenzia radiofonica e televisiva. Alessandra intanto domanda a Roberto dove vanno le coppie che si alternano in continuazione al "Barbanera". L'uomo glissa con classe, la ragazza ò che possiede un portachiavi con la scritta "Peggy Production", lascia cadere il discorso. Con la scusa di fare un provino, la Sepi si reca alla produzione, dove incontra la Marelli e vede entrare anche Alessandra Ferri: che cosa ci fa Ale in quel posto, che potrebbe tranquillamente nascondere una casa di appuntamenti. A dire il vero Ale risponde solo al telefono per fare un piacere a Roberto, il quale, però insospettito dalla sortita dalla Sepi, chiede alla fidanzata di portargli in fascicolo su cui sta lavorando il maresciallo Ferri. Le svela anche che lei, firmando il documento di assunzione in discoteca, in realtà ha firmato un contratto come azionista della "Peggy". "Sei coinvolta più di me", tuona minaccioso l'uomo. Suo malgrado, Ale accetta di aiutarlo ma il maresciallo Ferri la sorprende mentre cerca il fascicolo sul suo computer. Ancora una volta Testa si rivela decisivo. Con una sortita alla "Peggy", egli scopre che non solo in quel posto si esercita la prostituzione, ma vi sono anche scottanti videocassette con le registrazioni delle "sedute" di tutte le coppie. La signora Marelli ed un'altra donna invischiata nell'affare, Gabriella Lonsi, dichiarano di essere ricattate dal Longhi, il proprietario della "Peggy" che le tiene in scacco con fotografie e filmati compromettenti, erano andati lì un paio di volte per frequentare coppie di scambisti, ed adesso sono costrette a prostituirsi. Ale passa finalmente dalla parte del fratello: il suo Roberto è una persona pericolosa, lei era troppo innamorata per rendersi conto delle sue attività illegali. A questo punto scatta la retata dei carabinieri. Viene dimostrata la colpevolezza di Longhi, subito arrestato, mentre i Marelli ritrovano la pace persa a causa delle minacce subite. Agli occhi di Roberto, Ale si mantiene insospettabile. La ragazza gli ha fatto intendere che i carabinieri non sono interessati a lui. In realtà Ferri conta molto sulla sorella per incastrarlo. "Tutto gli gira intorno, ma niente è collegato a lui", dichiara preoccupato Ferri ai colleghi. Il senso di impotenza, il documento firmato da Ale. Per il bene delle indagini Ferri capisce che l'unica cosa da fare è dimettersi.

Un rapporto pericoloso

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Roberto Calò intrattiene rapporti poco chiari anche con Celim Orlowsky, un commerciante di birra di Tirana, latitante per traffico di prostituzione. Quest'ultimo viene ucciso davanti all'entrata del "Barbanera" con un colpo di pistola, sparato da parecchia distanza: un lavoro da veri professionisti. Interrogato, Roberto nega che Celim fosse suo amico. Poi, quella stessa notte, viene trovato da Giovanni un camion in mezzo alla strada, dove all'interno gli inquirenti rivengono una lattina di birra albanese. Dopo aver fatto credere a Roberto che Ale è partita per un viaggio, il maresciallo cambia tattica: consiglia alla sorella di vedere il suo ex amante. L'incontro avviene di sera, una cena romantica durante la quale il bel Roberto (che non vuole restituirle il documento) chiede ad Ale di sposarlo. Le dà due giorni di tempo per pensarci, dopo di che lui partirà per Santo Domingo, dove vorrebbe iniziare con lei una nuova vita. Tornata a casa, Ferri dice ad Ale che dovrà rispondere di sì: è l'unico modo per venire a capo delle indagini. Nel frattempo, la Sepi scopre che la serratura della porta della terrazza da dove il cecchino avrebbe sparato a Celim, è stata appena cambiata da un fabbro, Pino Gattinoni, il quale confessa di averne fatto una copia anche per Roberto Calò, che lo ricattava con delle foto compromettenti. Ale intanto accetta la proposta di matrimonio di Roberto, che subito dopo le chiede di dare una busta ad una persona. Sonia di sostituisce alla ragazza, recandosi nel luogo indicatole, dove incontra il killer che ha fatto fuori Celim. Grazie a questa mossa, i carabinieri costringono l'uomo a confessare di aver ricevuto da Calò 25.000 euro per uccidere il commerciante albanese. Roberto nel frattempo confida ad Ale di dover concludere un affare molto importante prima della partenza. Il giorno lo si vede mentre con altre tre persone sta trasferendo su un Tir un folto gruppo di clandestini. Ferri e compagni li arrestano tutti in flagranza di reato. Messo alle strette, Roberto confessa di aver fatto uccidere Celim, arrivato in Italia con un camion di extracomunitari. Liberatosi di lui, si era accordato con una banda di malviventi per vendere gli albanesi. Un piano perfetto, se solo non si fosse innamorato di Alessandra. Nonostante i buoni esiti dell'indagine, Ferri è deciso a congedarsi: se reso noto, il documento che incrimina Ale rovinerebbe la sua carriera. Ma Testa scopre che il documento è nullo perché la firma è stata contraffatta. Ferri sorride: l'incubo è finito!

Furto in biblioteca

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Nel liceo di Città della Pieve, qualcuno si è introdotto in sala professori, ha acceso il PC e copiato una versione di greco. Grazie ad un piccolo indizio, tra gli studenti sospettati vi è Daniele Laudi, fidanzato di Martina Cesari, la figlia del bidello, da poco denunciato dai propri genitori per una giustificazione falsa. In seguito, i carabinieri colgono in flagrante Martina mentre sta per rubare il file di un'altra versione. La ragazza ammette di aver fatto una copia delle chiavi del padre per poter vendere le versioni, ma nega implicazioni da parte di Daniele. La sua deposizione non convince, poiché le versioni rubate erano quelle per la classe del fidanzato, di un anno più grande. Intanto, la madre di Daniele rivela ai carabinieri di aver trovato seimila euro nel guardaroba del figlio: deve esserci sotto qualcosa di ben più grave della semplice vendita delle versioni. Frattanto, Ferri decide di fare un regalo alla Sepi per l'aiuto che lei gli ha fornito nella vicenda Calò. Dietro al consiglio di Sonia, egli si reca ai "Vivai Bertelli", dove scopre con sconcerto che il commesso è una sua vecchia conoscenza: si tratta di Fabio Di Chiara, un colonnello dei R.O.S. con cui Ferri lavorava prima di essere assegnato alla stazione di Città della Pieve. In un secondo incontro, l'uomo gli confida di star indagando sul rapimento di un tale, Gulli, avvenuto qualche tempo prima e di lavorare sotto copertura nel vivaio (si fa chiamare Angelo Rossi). Giacché ha perso i contatti con i colleghi della missione, egli ha bisogno dell'aiuto di Ferri; questi si dichiara subito disponibile. Intanto Daniele viene pedinato e si scopre che è implicato in un'attività illegale. In una fabbrica di ceramiche che appartiene a Vincenzo Falleri, zio di un suo compagno di classe, il ragazzo esercita un'attività illegale: traffico di CD e DVD pirata. I dipendenti sono tutti extracomunitari. Dopo essere stato arrestato, Daniele ammette di aver sbagliato. La sua Martina non ha nulla a che fare con quei traffici, è stato lui a chiederle di rubare le versioni. Il giovane comunque se la caverà con una multa, mentre uno degli extracomunitari che lavorava per lui denuncia i nomi dell'organizzazione, ottenendo in cambio il permesso di soggiorno per sé e la sua famiglia. Quando nel "Vivaio Bertelli" viene scoperto il cadavere del proprietario, Giacomo, i sospetti cadono sulla moglie, marito e moglie non avevano più buoni rapporti, e su Angelo Rossi, di cui nessuno conosce la vera identità. I carabinieri si mettono sulle sue tracce. Il colonnello però scompare, non prima però di aver detto al maresciallo Ferri che i R.O.S. hanno scoperto che i soldi del rapimento Gulli sono stati riciclati tramite le attività di Bertelli. Angelo intende portare a termine la missione, cercando però di sottrarsi alle indagini della squadra di Ferri, il quale, suo malgrado, deve stare al gioco del suo ex capo: il nostro maresciallo accetta quindi di lavorare per Rosario Ponti, anch'egli proprietario di un vivaio, che potrebbe avere a che fare con questa losca vicenda.

Delitto tra le orchidee

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Con la scusa di un corso di aggiornamento a Perugia, il maresciallo Ferri trascorre le sue giornate fuori dalla caserma. La Sepi si accorge che il suo comportamento non è normale: sempre distratto ed infiacchito. Il suo intuito, ancora una volta, non si sbaglia: egli lavora come aiutante, a tempo pieno, presso il vivaio di Rosario Ponti. Intanto le indagini sull'omicidio Bertelli procedono: la signora non ha un vero alibi per quando il suo marito venne ucciso, mentre Angelo Rossi è introvabile, ragion per cui i sospetti ricadono su di lui. Le notizie che lo riguardano sono assai sospette: ha cambiato lavoro ben tre volte nell'ultimo anno. Quando Sonia si reca al vivaio, scopre che all'interno della serra vi sono delle piante esotiche non in vendita, in Italia sono illegali. La vedova ha appena trasferito in un conto all'estero una cifra piuttosto elevata. Nel frattempo, Ferri controlla i movimenti nel vivaio, assistendo anche a un chiassoso diverbio tra Poti e Gustavo Oleandri, proprietario di una ditta di import export di Reggio Calabria. Poco dopo incontra Angelo Rossi, che sta indagando sugli affari di Ponti: il colonnello afferma che mancano le prove per sgominare il giro di Ponti e Bertelli. La Sepi ha scoperto che non c'è nessun corso di aggiornamento. Incalzato da richieste di chiarimento, Ferri risponde che non può parlare. "Non hai rispetto per noi", sbotta la sua collega, che mette sotto sequestro il vivaio Bertelli. Poco dopo le rivelazioni di Rossi, conferma che Ponti e Bertelli sono legati a filo doppio con il rapimento Gulli, Ferri viene tramortito da due uomini e rinchiuso nella serra di Bertelli. Il maresciallo, imbavagliato e circondato dalle fiamme, vede la morte in faccia. Viene miracolosamente salvato da Angelo Rossi, raggiunto poi da Sepi e compagni. Per chiarire le cose definitivamente, Angelo Rossi confessa alla Sepi di essere il colonnello Fabio Di Chiara, che stava indagando sul rapimento Gulli. In accordo con la procura, egli aveva ordinato a Ferri di non parlarne con nessuno dei suoi uomini. Ferri si scusa con la donna, che risponde gelida: "Con un comandante come te non so se riesco ancora a lavorare". Alla fine dell'indagine, Gulli riconosce i suoi rapitori: Ponti, la moglie di Bertelli e la baby sitter della famiglia Gulli, mentre il mandante era un certo Ezio Giannotti. Inaspettatamente, il colonnello Di Chiara propone a Ferri di rientrare nel corpo dei R.O.S. Il maresciallo prende tempo. Intanto in caserma giunge la modella Tiziana Labini, che decide di non sporgere denuncia contro il suo ex marito, Giuliano, reo di aver sequestrato il loro unico figlio. Ma la loro vicenda sarà molto più complicata del previsto.

Un fisico perfetto

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Durante l'annuale sfilata di moda di Città della Pieve, Tiziana Labini, "Miss Umbria", sviene sul palco. Il brigadiere Testa la porta subito in ospedale, dove i medici le diagnosticano una crisi dovuta a stress da lavoro. Negli ultimi mesi è dimagrita moltissimo, probabilmente anche per via di una delicata situazione familiare: l'ex marito, Luciano aveva "sequestrato" il loro unico figlio ed aveva accusato la donna di averlo trascurato per il lavoro. Una volta arrestato dai carabinieri, la Labini aveva deciso di non sporgere denuncia contro di lui. Mentre Tiziana si reca a Roma per impegni di lavoro, è assistita dall'"Agenzia Franchi", il cui proprietario ritiene che la donna abbia buone chance di diventare la testimonial per una ditta importante, gli inquirenti fanno due chiacchiere con la madre della modella, la quale consegna loro le pillole che la figlia assume tutti i giorni. Il sospetto che la donna faccia uso di droghe è confermato quando i prelievi del sangue fatti in ospedale rilevano l'assunzione di amfetamine. Aspettando i risultati del R.I.S., Ferri manda i suoi uomini per fare una ricerca nei centri dimagranti non ufficiali, dove la Labini avrebbe potuto comprare i farmaci inquisiti. Provano in uno di questi, l'"Istituto Monetti", frequentato da vip e modelle, ma è una pista che non porta a nulla. Le analisi del R.I.S. parlano chiaro: le pillole sono cocktail chimici per dimagrire, prodotte da una farmacia, i cui proprietari riconoscono che la ricetta prescritta alla Labini è del dottor Cafini, un cardiologo accusato, anni prima, di traffico illegale di medicinali. Questi nega risolutamente il proprio coinvolgimento nella vicenda. La Sepi intanto non ha ancora perdonato il maresciallo Ferri: perché non l'ha avvisata delle indagini con il colonnello Di Chiara. Non si fidava di lei. Il numero identificativo della ricetta di Tiziana in realtà è stato clonato da Ernesto Franchi, paziente di Cafini, nonché padre dell'agente delle modelle, che in questo modo smerciava anfetamine a tutte le ragazze dell'agenzia. "Dovevo lavorare per mantenere me e mio figlio", confessa amaramente Tiziana, obbligata a dimagrire per restare nel mondo della moda. Tutto sembra tornato tranquillo in caserma, fino a quando qualcuno allenta i freni della macchina di Romanò, appena uscito da un corso di cucina. Per fortuna non succede nulla di grave. L'elettrauto afferma con sicurezza che qualcuno ha manomesso i freni con un seghetto. Chi potrebbe volere fare del male ad un bonaccione come Romanò.

Ricette e sortilegi

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Ferri e compagni indagano sul tentativo di omicidio ai danni di Romanò. Marianna Bontempo, l'insegnante del corso di cucina frequentato dal carabiniere, è corteggiata da numerosi allievi, con grande invidia delle "due zitelle" del corso, una coppia di vecchiette pettegole. La Sepi dal canto suo assiste a una lite tra Alfio Diamante ed Arturo Colla, altri due frequentatori del corso. Proprio a casa di quest'ultimo, in crisi coniugale con la moglie, ha preso fuoco la stufetta, che per fortuna non ha ucciso l'uomo. Intanto, il colonnello Di Chiara domanda a Ferri se è intenzionato a tornare nei R.O.S., dove c'è bisogno di uomini validi come lui. Ferri si prende alcuni giorni per riflettere e, alla fine, annuncia ai suoi che non andrà a Roma con il colonnello. Le due zitelle, intanto, rivelano alla Sepi che Colla era un cliente di Daniele Preci, in arte ‘Mago Daniel', che in una televisione locale conduce una rubrica di astrologia. La moglie di Colla però sporge denuncia contro Preci che, a suo dire, ha spillato al marito un sacco di quattrini non per gli oroscopi, ma per "cose di altro genere". Interrogato dagli inquirenti, il mago confessa di essere dotato di poteri particolari. Egli si è fatto lautamente pagare per un filtro d'amore che il Colla gli ha commissionato per conquistare la sua insegnante, la Bontempo. Colla conferma le parole di Preci, aggiungendo di avere intenzioni serie con la donna, visto che la situazione con la moglie va di male in peggio. Le indagini portano piuttosto a sospettare di Alfio Diamante, ricoverato già due volte in un ospedale psichiatrico e denunciato per l'incendio doloso di un'officina, perché innamorato della presunta amante del carrozziere. Alfio si è peraltro dichiarato tempo prima alla Bontempo. Scatta il piano per incastrarlo: Prosperi si reca al corso di cucina e poi invita a vena la donna e Alfio. Quest'ultimo si assenta dal tavolo, esce dal locale e sparge una tanica di benzina sulla macchina di Prosperi. Bloccato in tempo, ammette di avere attentato alla vita dei suoi compagni di corso perché innamorato della Bontempo. Lo stesso Romanò avrebbe bevuto con lei "addirittura" un caffè. Con dispiacere di Leo, Jessica è stata ammessa all'università. Pippo l'ha sostituita con una ragazza, Vittoria, che ha la tendenza a fare cadere il cappuccino addosso proprio ai clienti anziani, che, guarda caso, hanno appena ritirato la pensione alla posta. Ferri propone alla sorella di andare a vivere insieme in un casale fuori dal paese. Lei accetta con entusiasmo, ma non ha la minima intenzione di viverci con il fratello, poiché vorrebbe farne un agriturismo. Andrea sorride, contento di avere finalmente trovato un'occupazione all'amata sorella.

Il segreto di Gemma

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Usando Bordi come esca, i carabinieri smascherano Vittoria, la nuova cameriera di Pippo che, con la tattica di rovesciare cappuccini sui clienti anziani, rubava loro la pensione appena ritirata. Alla Pieve si presenta un anziano signore che ferma Sonia Martini davanti alla caserma. Le vorrebbe parlare ma non ne ha il tempo. L'ombra di una donna, con gli occhiali neri ed il foulard in testa, lo fa scappare dopo aver consegnato alla Martini un mazzo di chiavi. Frattanto, le cose iniziano ad andare bene per Alessandra che inizia i primi lavori per mettere in piedi il suo agriturismo. Inoltre, ultimamente lei e Testa si scambiano sguardi d'intesa. Bordi annuncia ai colleghi che a Città Della Pieve c'è stato un omicidio. La vittima è l'uomo che aveva cercato di parlare con Sonia. L'unica testimone afferma che l'uomo stava parlando con una donna, la quale, prima di sparargli, gli ha urlato: "Sono 21 anni che aspetto". L'uomo si chiamava Lorenzo Luzzi. Nella camera d'albergo dove questi alloggiava, viene trovata la foto di una donna con un numero di telefono: si tratta di Gemma, la proprietaria della pizzeria preferita dai carabinieri. Luzzi era ricercato da più di vent'anni per una rapina in una gioielleria di Chianciano. Lui scappò, il suo socio venne ucciso dal gioielliere ed il terzo, che faceva da palo e probabilmente era una donna, fuggì. Gemma risponde a Ferri di non conoscere Luzzi: con tutti i clienti che aveva, quando faceva la prostituta, non può certo ricordarseli tutti. Il maresciallo ordina ai suoi di cercare la cassetta di sicurezza a cui potrebbe appartenere la chiave nel mazzo lasciato a Sonia dalla vittima. Intanto, sebbene a malincuore, Ferri è costretto a perquisire la casa di Gemma, dove trova una lettera, vecchia di 21 anni, proprio dei tempi della rapina, che la perizia calligrafica indica essere stata scritta da Luzzi. Ma quando gli inquirenti trovano la cassetta di sicurezza, affiora più di una sorpresa: in una lettere contenuta nella cassetta (con il bottino della rapina di Chianciano), Luzzi afferma di essere il padre di Sonia Martini. La ragazza, molto scossa, si precipita dalla madre che le confessa di averla adottata. Lei e suo padre non hanno mai avuto il cuore di dirglielo. Anche altre sono le novità in caserma: Alessandra e Testa si baciano ed il maresciallo Ferri chiede alla Sepi di andare a cena sola con lui. Per tutta risposta, la donna gli presenta il suo storico fidanzato, Giorgio, di cui dice di essere molto innamorata. Anche Leo non sa più bene che sentimento prova per Jessica, momentaneamente tornata al bar dello zio. Intanto, la posizione di Gemma si fa sempre più delicata quando viene trovato un capello rosso, proprio come i suoi, sul cadavere di Luzzi. Convocata in caserma, la donna finisce per confessare il suo amore per Lorenzo. Un amore finito, passato, ma come non rimanere legata per sempre al padre di sua figlia Sonia.

Vacanze premio

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Sonia non riesce a darsi pace per la morte del suo vero padre, Lorenzo Luzzi. La Sepi la porta a parlare con Gemma, che la rassicura: suo padre era un brav'uomo, sicuramente non fu lui ad uccidere la guardia nella rapina di 21 anni prima. La Martini continua ad essere pedinata dalla misteriosa donna con gli occhiali neri ed il foulard in testa, che però non lascia tracce per essere identificata. Intanto, in caserma, Ferri si sta occupando di Simona Bezzi, capo di una società di consulenza, che ha organizzato una vacanza premio per i suoi dipendenti, viaggio mai avvenuto perché la titolare dell'agenzia a cui si è rivolta, Enrica Pignoni, è scappata con il denaro. Il marito, Enzo, non si sa spiegare la fuga della donna. Il mistero si infittisce quando si scopre che l'assegno di 50.000 euro della Bezzi non è ancora stato incassato dalla donna. Come un fulmine a ciel sereno, la Sepi annuncia a Ferri di voler sposare Giorgio, il suo fidanzato. Il maresciallo dà l'impressione di non prendere bene la notizia. Le persone che conoscevano la Pignoni si dicono poco convinte alla colpevolezza della donna, onesta e generosa com'era. La pista di Pasquale Pinna, ventisettenne, aiuto pescivendolo, a cui Enrica ha trovato un altro lavoro, si rivela infruttuosa. Nel frattempo, grazie all'aiuto di Prosperi, viene finalmente identificata la targa della donna che segue Sonia: si tratta di Grazia Tosi, un'impiegata cinquantenne. Poiché quest'ultima sospetta che Sonia possa aver dato le chiavi della fatidica cassetta di sicurezza a Gemma, inizia a seguire anche la ristoratrice, che si offre come esca. Da quando le analisi dei R.I.S. hanno decretato che il capello rosso trovato accanto al cadavere è suo, la situazione si è fatta delicata. Insieme a Sonia, Gemma si reca in banca per ritirare il bottino della rapina ma, una volta uscite, trovano Grazia che le minaccia con una pistola; in quel delicato frangente scatta il blitz e l'arresto della donna. In caserma la Tosi confessa di aver aspettato 21 lunghi anni per potersi godere il bottino, ma quando ha visto Luzzi, che anche lei amava, che dava le chiavi a Sonia per alleggerire la sua coscienza di padre assente, non ci ha più visto dalla rabbia. Si scopre così che era proprio lei la donna della rapina che uccise la guardia e poi Lorenzo. Gli inquirenti intanto vengono a sapere che la Pignoni aveva assunto un investigatore per spiare il marito, scoprendo che la tradiva con la signora Bezzi. Dopo molte ricerche, Enrica viene trovata in ospedale, dove è stata operata al setto nasale. La donna afferma di non aver mai preso l'assegno della Bezzi e sarà lo stesso marito a confessare di averlo girato a terzi per coprire un proprio debito. In caserma non c'è un attimo di pace: una donna denuncia la scomparsa della nipote diciassettenne Barbara Colla. Intanto, in un parcheggio, Ferri, all'improvviso e di proposito, bacia la Sepi per evitare che la donna veda il fidanzato Giorgio che amoreggia con un'altra. I tentativi del maresciallo si rivelano tuttavia inutili e la Sepi rimane di sasso.

Una dolce sinfonia

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La Sepi ha deciso: la sua relazione con Giorgio è definitivamente chiusa. Ferri dissimula l'entusiasmo. Prosegue la ricerca di Barbara Colla, la ragazza scomparsa, figlia di un musicista tedesco e di una donna bellissima, entrambi morti in un incidente stradale. Dopo la perdita dei genitori, la ragazza di è trasferita a vivere dagli zii: con loro però la situazione non era delle migliori, e anche a scuola Barbara aveva problemi. Due elementi però fanno avanzare le indagini: una ragazza con gli occhiali neri, che si rivela poi essere la stessa Barbara, ruba il clarinetto di Leo, mentre questi sta facendo riparare il suo strumento nel negozio di musica "Bertarelli": qui, in seguito, una signora di bella presenza fa domande incalzanti su Barbara. Intanto Prosperi trova delle pasticche a casa della Colla, che le analisi confermano essere dei potenti psicofarmaci, con effetti destabilizzanti sul paziente. Il vecchio Giovanni ritrova il clarinetto di Leo al cimitero, accanto alla lapide dei genitori di Barbara, presso la quale la ragazza viene ritrovata dallo zio Ercole la notte successiva. Il caso sembra conclusosi bene, ma Leo non ci vede chiaro. Il ragazzo quindi pedina la donna misteriosa che aveva fatto domande al negozio di musica: si chiama Viola Baroni, è astrologa e cartomante. Con la scusa di una visita, Sonia e Prosperi sottraggono alla maga un cd rom, dove trovano le fotografie della donna che bacia zio Ercole. Messa sotto torchio, la moglie ammette di aver avuto dei sospetti su una loro relazione. Lei confessa anche che il marito somministrava psicofarmaci alla nipote. Ma si sarebbe aspettata invece che il marito, come le mostra la Sepi, avesse intestato a sé stesso, con una procura generale, il negozio di abbigliamento che lei gestisce da anni. La verità viene a galla quando i carabinieri scoprono che al compimento dei suoi diciotto anni, cioè il giorno dopo il suo ritrovamento, Barbara erediterà un milione di euro dal nonno armatore. L'indomani, Zio Ercole e Viola portano la ragazza in banca, dove, sotto ipnosi, tentano di costringerla a firmare un documento che trasferirebbe il denaro dell'eredità a Viola. Il piano viene però sventato dai carabinieri, che accusano la coppia di truffa e di circonvenzione di incapace. Intanto, un ragazzo, Pietro Marchetti, titolare di una ditta di catering, è stato malmenato da Bruno Frontoni. I carabinieri vengono a sapere che Pietro ha soffiato a Bruno la futura sposa, Carla Vittoria. Pietro se la cava con qualche escoriazione e un paio di costole incrinate, mentre Bruno, istruttore di boxe della palestra "La nobile arte", è improvvisamente partito per l'estero. Nel frattempo Barbara e la zia lasciano la Pieve per cercare di rifarsi una vita e Leo dona alla ragazza il suo clarinetto.

Una mossa sbagliata

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Di ritorno dall'Olanda, il pugile Bruno Frontoni nega di aver malmenato Pietro Marchetti. Lui sostiene di averlo solo minacciato ed in effetti ha un alibi di ferro che lo discolpa dall'accusa. Dopo le prime indagini, i carabinieri scoprono che c'è del torbido nella ditta di catering gestita da Pietro: i numerosi fornitori non vengono mai pagati, come del resto il costruttore della villa dell'imprenditore, Mesiti. Una ragazza di nome Sara Sella viene improvvisamente licenziata da Marchetti: le era stato promesso il rinnovo del contratto di vice cuoco, ma le numerose proteste da parte di lei, per le scarse condizioni igieniche delle cucine, non le avevano certo giovato. Rimasta orfana e con una sorella malata, Sara è fidanzata con Giuliano, un suo coetaneo. Il suo sogno è quello di aprire un ristorante. Quando Marchetti si precipita in caserma per denunciare il furto della propria macchina, Ferri e compagni scoprono che nell'affare potrebbe essere coinvolto Francesco Buttinelli, un ortofrutticolo cui Marchetti deve parecchi soldi. In realtà ad avere rubato l'auto è stato il figlio di Buttinelli, Giuliano, che aveva picchiato l'imprenditore e rubato la macchina per vendicare il padre, ormai quasi sul lastrico per i conti non pagati da Pietro. Con il ricavato della vendita dell'auto, egli intendeva finanziare il sogno della sua fidanzata, Sara, che dopo aver saputo la verità decide di aiutare il padre di Giuliano, mentre Mesiti entra in società con Marchetti per riavere parte dei suoi soldi. Risolto dunque il caso, Ferri viene a sapere che la Sepi ha un appuntamento con il colonnello Fabio Di Chiara. Cerca di incassare il colpo ma, ad onore del vero, pensava fosse arrivato il suo momento, e non quello del suo ex superiore, per avvicinarsi all'affascinante maresciallo. Intanto sua sorella Alessandra ha appena inaugurato l'agriturismo, un ambiente caldo e accogliente, dove arrivano i primi clienti. Come un fulmine a ciel sereno, si presenta in caserma una donna di una certa età, a prima vista ubriaca. Si tratta della signora Rita Paolini, vedova e madre di Domenico, un noto costruttore della zona. La donna viene riportata a casa dove i carabinieri trovano i cani addormentati e l'abitazione sottosopra: qualcuno è entrato e ha rubato tutto, narcotizzando Domenico ed i domestici. La stessa Rita potrebbe essere stata drogata, poiché la cameriera di casa Paolini, Elisabetta, dichiara che la padrona è astemia.

Insonnia

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Il ladro che si è introdotto in casa Paolini ha rubato i gioielli di famiglia e parecchi soldi. Il R.I.S. conferma l'impiego di un narcotico ai danni dei derubati. Una domanda perseguita Ferri: perché la signora Rita si è risvegliata prima di tutti? Intanto risulta introvabile il secondo figlio, Annibale. Pochi giorni dopo avviene un'altra rapina, in uno studio dentistico, con le stesse modalità del furto in casa Paolini e gli inquirenti scoprono che il dentista si serviva della stessa colf che lavora dalla signora Rita: si tratta di Elisabetta, a detta di tutti una gran lavoratrice, di un'onestà cristallina. Come spesso capita, Pippo sa qualcosa che potrebbe rivelarsi molto utile: Annibale aveva la passione, sin da piccolo, per la chimica. La signora Rita afferma che il figlio è in giro per il mondo, facendo lavori sempre diversi, mentre Domenico rammenta che il fratello aveva inventato un farmaco, per la precisione, un calmante, prima di abbandonare la tanto amata chimica. Intanto, si presenta all'agriturismo il signor Losi, un professore di matematica alla ricerca di pace per scrivere un libro. Nonostante aiuti Ale a tenere i conti, egli si comporta in modo reticente quando gli vengono richiesti i documenti. L'uomo temporeggia, fino a quando Ale, con la scusa di fare le pulizie nella sua stanza, trova la sua carta d'identità. Prende i suoi estremi e li consegna, come di prassi, ai carabinieri, insieme a quelli degli altri clienti. Dopo diversi giorni di appostamento, Sonia e Leo scoprono che Elisabetta non è la santarellina che tutti descrivono. La ragazza sta organizzando l'ennesima rapina, visto che al telefono ne parla con qualcuno, a cui confessa di aver paura dei carabinieri che le stanno dietro. Ferri ed i suoi uomini sorvegliano tutte le ville in cui lavora Elisabetta. Il maresciallo arresta un uomo che sta entrando in una di esse. Si tratta di Annibale Paolini, che in caserma confessa di aver rubato perché aveva bisogno di soldi: non volendo chiedere denaro alla madre, aveva deciso di derubarla e siccome il gioco ‘gli aveva preso la mano', continuava a farlo nelle case in cui lavorava Elisabetta, segretamente sua complice e fidanzata. Grazie al farmaco di sua invenzione, narcotizzava i rapinati a seconda dell'età e del peso. Aveva sbagliato le dosi per la madre, che si ricordava molto più magra. Nel frattempo, Ferri è geloso: la Sepi è uscita, elegantissima, con Di Chiara. Ritornerà in caserma all'alba e nel salutarsi i due non si baciano ma sembra solo questione di tempo. Prosperi intanto scopre che il "Signor Losi" residente nell'agriturismo di Ale è ricercato dalla polizia per tentato omicidio ai danni di un certo Alfredo Desideri. Il carabiniere si precipita dalla Ferri per avvertirla, ma Losi minaccia lui e la ragazza con una pistola. In caserma si accorgono dell'identità del ricercato e, intuendo il pericolo, corrono di gran carriera all'agriturismo.

Gelosie

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All'interno dell'agriturismo, il professor Losi, ricercato dalla polizia per tentato omicidio e munito di una pistola, tiene in ostaggio Prosperi, una coppia di turisti stranieri e la stessa Alessandra. Intanto Andrea sta cercando una strategia per salvare i quattro rapiti. Sono momenti di enorme tensione, in cui il Maresciallo è combattuto sul da farsi, poiché troppo coinvolto nella vicenda. Dopo aver riflettuto, Ferri fa chiamare il colonnello Di Chiara e trasforma un casale vicino all'agriturismo in una base operativa. Losi è disperato di quello che ha commesso: è convinto di avere ucciso la moglie Luisa e l'amante di quest'ultima; in realtà la donna è ancora in prognosi riservata. Mentre Di Chiara vorrebbe entrare nell'agriturismo con i suoi uomini, Ferri manda Testa dentro la casa sotto copertura. Se il caso non verrà risolto entro la notte, il Maresciallo affiderà le operazione al suo superiore. Luigi riesce ad entrare nell'agriturismo e cerca in tutti i modi, comunicando con il Maresciallo Ferri con un cellulare abilmente nascosto nello stivale, di ingannare Losi, il quale tuttavia è troppo attento per essere raggirato. Durante una colluttazione in cui Testa cerca di disarmare il rapitore, parte un colpo dalla pistola di quest'ultimo: Prosperi viene ferito alla gamba ed il Brigadiere viene smascherato. Ferri sta per cedere il comando delle operazioni a Di Chiara, quando viene informato che l'amante di Luisa è fuori pericolo. Sostenuto dalla Sepi (che in questa occasione gli rivela di essere stata rapita dieci anni prima), il Maresciallo blocca gli uomini di Di Chiara e inizia a trattare con Losi, il quale ovviamente non crede che la moglie ed il suo amante siano ancora vivi. Dopo aver parlato privatamente con Luisa, la donna racconta di aver ceduto alle lusinghe dell'amante poiché credeva di non essere più amata dal marito, Ferri la porta all'agriturismo. Appena la vede, Losi libera tre ostaggi, ma tiene prigionieri Ale e Testa. Poi il rapitore parla con la moglie, alla quale chiede di perdonare tutte le sue malefatte. La donna accetta e lo abbraccia con infinita dolcezza. A questo punto Losi abbassa la pistola in segno di resa. Gli ultimi due ostaggi vengono portati in salvo. Di Chiara ammette che la tattica di Ferri è stata quella vincente. Dopo averlo visto in azione, Sepi capisce che Fabio non è la persona che fa per lei: sono troppo diversi per stare insieme. Lei ha bisogno di un uomo più sensibile. Ferri ringrazia caldamente il Brigadiere Testa, che è riuscito a proteggere la sua amata sorella. Il Maresciallo è tuttavia ignaro che anche all'amico stava particolarmente a cuore la sorte di Ale. Nel frattempo, nell'officina nautica di Città della Pieve è stata rubata la barca di Giuliano Oddi, proprietario di un supermercato locale.

Controvento

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Prosegue l'indagine sulla barca rubata a Giuliano Oddi, proprietario di un supermercato locale. L'improvvisa fortuna di quest'ultimo è avvenuta grazie ad una vincita miliardaria al super enalotto. Oddi avrebbe dovuto dividere i soldi con due suoi colleghi, a cui invece raccontò di non avere giocato la schedina. La barca dell'imprenditore viene ritrovata dopo qualche giorno. La famiglia Oddi è la classica famiglia senza difetti, almeno all'apparenza. Se infatti il figlio Francesco è un ottimo studente, suo fratello Dante frequenta giri loschi, legati al traffico di stupefacenti. Gli inquirenti iniziano a seguirlo ventiquattrore al giorno, finendo per scoprire che la persona da tenere d'occhio in realtà è Francesco, il quale s'incontra di notte con un uomo, Ignazio Perini, che lo minaccia: "Se non paghi entro domani, sei fuori". Perini è un bidello dell'università di Perugia che riceve regolarmente sul suo conto inspiegabili bonifici bancari da 5.000 euro; la stessa cosa succede a Eugenio Zaccari, assistente universitario. Ferri intuisce che sotto potrebbe esserci un commercio di esami. Nel frattempo, il Maresciallo sta indagando anche su un giro di banconote false che inizia a coinvolgere molte persone, ignare di possedere soldi falsi. Ad occuparsi delle indagini c'è anche il magistrato Morresi che ha deciso di tornare a Città Della Pieve. Tra lei e Testa ormai è tutto finito, i due parlano con chiarezza e serenità. Ale, che origlia il loro dialogo, si dimostra molto gelosa nei confronti del Brigadiere, con cui poco dopo si bacia: la loro passione è più forte di tutto il resto, anche dell'ingombrante presenza del possessivo Maresciallo Ferri. Frattanto, Leo è sempre più coinvolto da Jessica. Ogni volta che la incontra, viene incantato dalla sua bellezza e dai suoi deliziosi modi di fare. Prosperi, che ha ormai compreso l'interesse dell'amico per la propria ex fidanzata, gli dice chiaramente che la loro storia d'amore si è conclusa da tempo, ma Leo continua a temere che Jessica sia ancora innamorata del simpatico Carlo. Quando vengono rubati i gioielli della signora Oddi, gli uomini di Ferri bloccano la macchina guidata da Francesco (stava scappando), che viene colto in flagrante con la refurtiva. Il ragazzo confessa di aver rubato perché doveva dare i soldi a Perini ed a Zaccari che gli vendevano gli esami, si era messo a comprarli quando aveva capito di avere dei problemi con gli studi. Francesco aveva provato a vendere la barca del padre, ed ora cercava di fare la stessa cosa con i gioielli della madre. Il caso è stato brillantemente risolto. In seguito, nell'ufficio dei Carabinieri, arriva un meraviglioso mazzo di rose per la Sepi. Sono del suo ex, Giorgio, che in questo modo cerca di riconquistarla. Ferri non appare molto contento.

Carte false

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L'indagine sui soldi falsificati si è arenata. Il povero Bordi, sorpreso in un centro commerciale con una banconota falsa, viene tagliato fuori dal caso. Si sa per certo che le banconote vengono fotocopiate su carta filigranata: un lavoro grossolano, fatto da dilettanti. Ferri fa chiamare tutte le cartiere della zona che utilizzano questo tipo di carta. In una di esse ci lavora Alberto Tattoli, noto falsario appena uscito di prigione. L'uomo sostiene di non avere nulla a che fare con questi falsari, da lui considerati cialtroni. Qualcosa si muove quando Tina ammette di avere messo lei stessa i soldi falsi nel portafoglio di Bordi: voleva fare shopping con banconote di un certo valore, non con quelle di piccolo taglio con cui viene pagata per fare le pulizie alla pensione "Raffaeli", dove è impegnata quando non lavora in caserma. I proprietari di questa pensione, Gaetano ed Anna, hanno un passato poco limpido, fatto di piccole truffe, per quali non sono mai stati giudicati colpevoli. Ferri fa pedinare sia Tattoli che la signora Raffaeli la quale, dopo aver fatto svariati acquisti nei negozi del paese, si reca nella videoteca di Città Della Pieve, dove consegna una busta al proprietario, Stefano Marzi. Leo scopre che nel negozio c'è un traffico di film a luci rosse. Acquista allora una videocassetta, che viene visionata in caserma. Il filmino è stato girato nella pensione "Raffaeli": la signora Anna confessa di aver concesso il permesso per girare nel suo albergo per guadagnare soldi facili, in modo da togliersi qualche sfizio. La donna nega invece di avere a che fare con le banconote false. L'uomo confessa agli inquirenti di aver accettato la proposta di un uomo, che non aveva mia visto, quello dei soldi fotocopiati, il quale gli ha chiesto di unirsi a lui, in modo da fare un bel salto di qualità. Messo alle strette, Tattoli accetta di collaborare con Ferri, dando un appuntamento al misterioso falsario. L'incontro tra Tattoli (in compagnia di Leo, che si finge suo nipote) con i due falsari avviene in pieno pomeriggio, in un parco. Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero, poiché la presenza non prevista di Tina manda in fumo il piano di Ferri, la cui squadra riesce a catturare i due malviventi, non prima che un colpo di pistola colpisca Tina. Si teme il peggio per la sorte della donna, ma si tratta soltanto di una ferita di striscio alla testa. Bordi va a trovarla in ospedale, dove si presenta con un mazzo di fiori. Ferri scommette che tra i due potrebbe nascere qualcosa. Tra lui e la Sepi c'è sempre più feeling, ma ogni volta che la situazione si fa interessante, succede sempre qualche imprevisto.

Sotto copertura

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Loredana e Cesare Marini, una coppia di trentacinquenni, confessa al maresciallo Ferri di non potere avere figli e di essersi rivolti all'avvocato Mara Caroli, specializzata in diritto di famiglia, per adottarne uno. Dopo l'incontro con la donna, è arrivata loro una telefonata anonima, in cui una voce contraffatta gli proponeva la vendita di una bambina di 6 mesi per la somma di 50.000 euro. L'avvocato Caroli, seccata, nega di essere implicata nella vicenda. Sul lunotto posteriore della macchina, i coniugi Marini trovano la fotografia di una bambina scattata con una macchina fotografica a sviluppo istantaneo. Testa chiede al fotografo del paese chi, fra i suoi clienti, possieda quel tipo di macchina e l'uomo gli risponde che la dottoressa Caroli ne è una grande appassionata. Tutte le strade portano all'avvocato, anche una telefonata da parte della solita voce camuffata, che dice ai Marini che non dovevano rivolgersi ai carabinieri, è partita dal ristorante dove l'avvocato stava cenando. Pochi giorni dopo qualcuno manomette, senza risultati, il computer della Caroli la quale racconta a Ferri di essere stata chiamata per gestire la mediazione sulla vendita della bambina. Ferri le consiglia di proseguire la trattativa, poiché lui e la Sepi fingeranno di essere una coppia interessata ad adottare la piccola. I tre architettano il piano da Gemma, dove Ferri e la Sepi rimangono soli a godersi la cena, l'avvocato se ne va quasi subito. Quando vede entrare nel locale il suo ex, Giorgio, la Sepi bacia il maresciallo: finalmente si è vendicata di quella volta in cui lo vide baciare un'altra ragazza. Ferri rimane spiazzato e molto colpito dal gesto della ragazzo. Frattanto, il maresciallo si trasferisce con la Sepi nell'agriturismo di Ale per gestire le trattative coi rapitori. La voce misteriosa dà appuntamento ai coniugi "Andreini", Ferri e Sepi: in un parco, in pieno giorno. Quando Ferri e compagni arrivano sul luogo, trovano la bambina accudita dal vecchio Giovanni (uno a caso). I carabinieri tornano all'agriturismo, in attesa di arrestare i rapitori al momento del pagamento. È proprio qui che i due marescialli, dopo una notte trascorsa a fare addormentare la bambina, si baciano: questa volta si tratta di un bacio vero, senza secondi fini, l'inizio di una notte di passione. Gli inquirenti intanto seguono la persona che hanno intuito essere colpevole: si tratta di un'infermiera scomparsa tempo prima dall'ospedale che si reca all'agriturismo con l'intenzione di vedere quella che confessa essere la propria nipote, Blu. I genitori della neonata sono due ragazzini senza lavoro e senza possibilità di mantenerla. La nonna allora ha pensato bene di vendere la nipote, per assicurarle un futuro migliore. È disposta persino a rinunciare ai soldi dell'illecita compravendita, giacché a lei interessa solo che Blu venga trattata bene.